Fotogiornalismo da collezione

Berengo Gardin a 3-4mila euro, Scianna appena 1.200. Sono le incredibili quotazioni dei maestri del nostro fotogiornalismo. E all’estero va meglio? Nemmeno tanto, fatta eccezione per alcuni autori di punta e per i loro scatti più celebri.

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Gianni Berengo Gardin, Venezia in vaporetto, 1960

Gianni Berengo Gardin, Venezia in vaporetto, 1960

FOTOGIORNALISMO O FOTOGRAFIA ARTISTICA?
Per i cultori della fotografia, la vera espressione di questo linguaggio è il fotogiornalismo. I puristi storcono il naso di fronte a certe ricerche, secondo il loro punto di vista, troppo imitative dell’arte, come l’astrattismo o le manipolazione off-camera.
A lungo queste due realtà, la cosiddetta fotografia di ricerca (che passava per le gallerie) e la fotografia giornalistica (che passava per le agenzie) correvano su due binari di mercato diversi. Negli ultimi tempi la fotografia legata al mondo dei giornali e delle agenzie ha invaso le gallerie e i cataloghi d’asta. Pochi avrebbero immaginato che soggetti così poco “da parete” come i pendolari della stazione di Bombay di Sebastião Salgado (37.300 euro) sarebbero entrati nelle case dei maggiori collezionisti d’arte.

TESTE DI SERIE: CAPA, CARTIER-BRESSON, WEEGEE
Cifre più sostanziose ci si aspetterebbe dal padre di tutti i fotoreporter, Robert Capa. In realtà non è la celeberrima foto del miliziano morente (10.000 euro) a determinare il suo record ma l’immagine di un contadino in Israele (18.000 euro). Il collezionismo di Capa è sempre stato frenato dalla presenza sul mercato di stampe repro o copie (stampe ottenute non direttamente dal negativo originale ma rifotografando una stampa dello stesso soggetto): prassi assai comune nelle agenzie per ottenere copie per uso tipografico.
Henri Cartier-Bresson distacca di gran lunga tutti i fotogiornalisti con il famoso scatto Derrière la gare Saint-Lazare, Paris (1932), venduto per 360.000 euro: una stampa vintage firmata, cosa quantomai rara, poiché i fotogiornalisti non firmavano ma si limitavano a timbrare le loro stampe. Molte delle icone di Cartier-Bresson sono state stampate e firmate poco prima della sua morte, con valori minori. Per la stessa immagine si possono spendere circa 8000 euro. Stampe realizzate dall’autore, ma solo timbrate e non firmate, si possono acquistare a cifre ancora minori (quasi sempre, tra l’altro, vintage). Non è un caso inoltre che tutti e tre i fotografi citati facessero parte della famosa agenzia Magnum, con la differenza che Cartier-Bresson già nel 1947 aveva al suo attivo una mostra personale al MoMA.
Tra gli autori americani non bisogna dimenticare l’istrionico Weegee, con un top lot a 25.000 euro (una stampa vintage solo timbrata).

Weegee, Harlem Riot, August 3, 1943

Weegee, Harlem Riot, August 3, 1943

LA SITUAZIONE ITALIANA
E gli italiani come si collocano? Ancora una volta – se non per qualità, sicuramente per i prezzi – molto indietro rispetto ai colleghi stranieri. Brilla solo una vendita di Gianni Berengo Gardin a 23.000 euro del suo famoso scatto del Vaporetto. Bisogna però ricordare che il mercato di quest’autore non è ancora stabile, in quanto fuori da questo risultato i suoi valori oscillano fra i 3.000 e i 4.000 euro. Il mercato di Mario De Biasi, recentemente scomparso, ha molte similitudini con quello di Gardin. Ferdinando Scianna sorprende per un risultato massimo di vendita in asta di soli 1.200 euro. Certamente la confusione creata dalle ristampe digitali recentemente immesse sul mercato non ha giovato a questo fotografo. Sugli stessi importi si attesta il lavoro di Letizia Battaglia, impareggiabile autrice del nostro fotogiornalismo.
Inutile pensare di fare grandi affari con gli autori stranieri, il cui mercato è ormai consolidato. Il fotogiornalismo italiano ha grandi talenti: oltre ai già citati, ricordiamo Mario Dondero, Caio Garrubba o Calogero Cascio, con prezzi decisamente interessanti, che meriterebbero di essere acquistati.

Silvia Berselli

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #25

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