Addio a Sebastiano Vassalli, lo scrittore da Nobel che esordì come pittore. Entrando nella collezione di una certa Peggy Guggenheim…

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Sebastiano Vassalli

Sebastiano Vassalli

Oggi potrei dire che facevo della Pop Art senza la benché minima consapevolezza. Quando nel 1964 la Pop Art giunse alla Biennale di Venezia, capii che le mie cose non avevano respiro“. Nel giorno in cui tutti piangono la scomparsa del grande scrittore Sebastiano Vassalli, morto la scorsa notte all’età di 73 anni, in una camera dell’hospice Monsignor Zacchero di Casale Monferrato, dalle biografie più volte radiografate riemergono esordi da pittore per molti ignoti.
Una malattia l’ha ucciso in un momento di particolare successo, a pochi mesi da quando avrebbe ricevuto a Venezia il Premio Campiello alla carriera, con una candidatura al Premio Nobel per la letteratura che non potrà perorare. Nato il 24 ottobre 1941 a Genova, da madre toscana e padre lombardo, Vassalli ha vissuto da sempre a Novara. Non stiamo in questa sede a ripercorrere i suoi successi letterari: preferiamo concentrarci sul Vassalli artista visivo, che lui non aveva mai rinnegato. Ne parlò diffusamente in una intervista a La repubblica dello scorso anno, da cui abbiamo tratto anche la citazione che apre la news.
Non pensavo di fare lo scrittore”, raccontava ad Antonio Gnoli. “Entrai nel giro del Gruppo 63 da pittore. Edoardo Sanguineti presentò, ricordo, dei miei lavori. Feci qualche mostra nelle gallerie milanesi e perfino a Venezia, al Cavallino, dove Peggy Guggenheim comprò una mia piccola opera“. Dopo aver ricordato la sua laurea in lettere con Cesare Musatti, con una tesi tra arte e psicoanalisi: “Il controrelatore, Gillo Dorfles, voleva bocciarmi…”. Curiosi di vedere le sue opere? Ne abbiamo rintracciata una, eccola…

Sebastiano Vassalli - Senza Titolo, 1963

Sebastiano Vassalli – Senza Titolo, 1963

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  • luino

    mi spiace dirlo ma, opere penose di un figlio di papà dalle idee confuse.
    ottima la scelta verso la letteratura