Lo Strillone: la Fondazione Fendi restaura il Teatro Caio Melisso di Spoleto sul Corriere della Sera. E poi Art bonus, Musei Vaticani, Pompei

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Il Teatro Caio Melisso di Spoleto

Il Teatro Caio Melisso di Spoleto

Il ministro Dario Franceschini ha avuto la cortesia di dire che il mio impegno di mecenatismo è un esempio dell’integrazione tra le risorse pubbliche e quelle private”. Parole di Carla Fendi, che nell’intervista al Corriere della Sera annuncia che il Teatro Caio Melisso di Spoleto sarà ristrutturato grazie al contributo della sua Fondazione grazie a un finanziamento di 1 milione e 200mila euro: “una passione che ho condiviso per anni con mio marito Candido Speroni, purtroppo scomparso nel novembre 2013”, racconta. “Con Candido abbiamo frequentato il Festival dai primissimi anni della fondazione, abbiamo avuto una splendida amicizia col maestro Menotti. Dopo la sua morte ci sono stati anni bui, ora sono entusiasta dei risultati della gestione di Giorgio Ferrara. I nostri genitori ci hanno insegnato che un bene pubblico è sempre e comunque più importante di uno personale. Per anni ho lavorato all’estero e ho imparato negli Stati Uniti cosa sia il mecenatismo, cosa significhi partecipare alla disinteressata tutela di un bene che riguarda tutti. Soprattutto in Italia, uno straordinario museo diffuso, in cui puoi trovare capolavori nelle grandi città così come nei piccoli centri di campagna”.

Investire a Napoli. Si parla di questo su Il Sole 24 Ore, che chiede al ministro Dario Franceschini un consuntivo dell’Art bonus in Campania e nelle regioni del Sud: “È ancora presto per avere i primi dati, dobbiamo attendere l’esito delle dichiarazioni dei redditi 2014 in scadenza in questi giorni per avere un quadro preciso. Il provvedimento ha incontrato l’entusiasmo di tanti cittadini e di piccole e medie imprese, anche nel Sud. Ora l’Italia gode di uno dei regimi più favorevoli in Europa”. Musei Vaticani, l’arte decorativa ha la nuova sala. È Repubblica Roma a informare del “nuovo allestimento della Sala degli Indirizzi, dopo il restauro degli armadi a vetrina, disegnati da Raffaele Stern, e degli oggetti di arte decorativa che custodiscono”. Archiviazione: questo il risultato dell’inchiesta su alcuni componenti della Commissione di vigilanza del gabinetto del Ministero dei Beni Culturali ai tempi dei lavori di restauro del Teatro Grande degli Scavi di Pompei. Lo scrive Il Fatto Quotidiano.

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