Franceschini: “Con il DDL Scuola torna lo studio della Storia dell’Arte”. Novità anche per la stabilizzazione di lavoratori culturali e restauratori

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Dario Franceschini

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Non ci sarebbero solo gli strascichi polemici che da giorni terremotano l’azione di Matteo Renzi e monopolizzano l’attenzione dei media, dietro il sì del Senato al DDL scuola, che ha richiesto l’apposizione della questione di fiducia. Fra le righe del provvedimento, che ora attende l’approvazione definitiva – o meno – da parte della Camera, potrebbero esserci diverse novità che riguardano da vicino chi si interessa alle vicende delle arti. “Finalmente si risolvono problemi che ci siamo trascinati per anni”, dichiara in una nota il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. “Ritorna l’insegnamento della storia dell’arte e verranno riconosciuti i titoli di studio rilasciati dagli istituti che operano nei settori dei beni e delle attività culturali che godranno di criteri di equipollenza al diploma di laurea”.
E non finisce qui: se gli auspici del ministro si tradurranno poi in atti concreti, cosa tutta da verificare per un governo spesso tacciato di eccessiva “annuncite”, questo inizio estate 2015 potrebbe essere ricordato come miracoloso per gli addetti. Perchè Franceschini anticipa anche che “nei percorsi formativi inoltre si arricchiscono gli insegnamenti legati alla musica, allo spettacolo e al cinema. Sono state adottate misure importanti che consentiranno la stabilizzazione dei comandati da diversi anni presso musei, soprintendenze e luoghi della cultura“. A tutto questo si aggiunge la novità dei giorni scorsi, che anche questa potrebbe risolvere una querelle ormai annosa: ovvero la pubblicazione sul sito istituzionale www.beniculturali.it del “bando pubblico per l’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali”. Il 19 giugno, inoltre, si è insediata la commissione per la valutazione dei requisiti dei collaboratori restauratori.

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  • Franca Felicini

    ben vengano gli annunci se poi questo governo le riforme le fa, anche se con i molti mal di pancia delle altre forze politiche, che pensano ai loro voti non agli italiani tutti che beneficiano di queste riforme