Moda, performance e riuso. Gli abiti scultura di Daniel González

Il Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia a Roma si trasforma in laboratorio fashion del riciclo. Lo scorso 14 maggio è andato in scena il progetto di arte applicata alla moda D.G. Clothes Project, dell'artista argentino Daniel González, con la performance Portrait Fashion Factory. Ed è subito tendenza

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Anna Marzotto - Santo Spirito in Sassia, Roma 2015

Anna Marzotto – Santo Spirito in Sassia, Roma 2015

L’obiettivo è fondere la molteplicità di linguaggi dell’arte contemporanea alla moda. C’è un singolare mash-up di creatività artistica e stilistica nel programma espositivo Spirito Due, promosso da Giubilarte, che trasforma il Complesso Monumentale del Santo Spirito in Sassia, a Roma: un laboratorio di idee in cui ogni artista, attraverso una differente esperienza performativa, è invitato a realizzare un progetto ad hoc nello spazio ospedaliero ridefinito nella seconda metà del Quattrocento.
Con la performance Portrait Fashion Factory, a cura di Valentina Ciarallo, lo spazio diventa un tempio dedicato all’alta sartoria, grazie all’estro visionario dell’artista argentino Daniel González, ideatore di D.G. Clothes Project. “Mi piace mixare arte e moda”, ci spiega la curatrice, “e González è un artista che opera e dialoga con il fashion da molti anni. Il suo lavoro era assolutamente calzante con Spirito Due. Daniel González è un esperto di public art, ha realizzato numerosi flash mob e il suo singolare approccio al mondo della moda avviene attraverso l’uso inconsueto di materiali, stili e forme, al di là dei dettami di loghi e brand”.

Daniel Gonzalez, Cut-Up Collection, performance a Santo Spirito in Sassia, Roma 2015

Daniel Gonzalez, Cut-Up Collection, performance a Santo Spirito in Sassia, Roma 2015

Per la performance romana l’artista ha invitato lo spettatore a portare da casa abiti in disuso, da trasformare in pezzi unici indossabili, iconici sculpture dress da collezione firmati proprio DG Clothes Project. Il pubblico era così protagonista indiscusso, a cominciare dalla breve intervista raccolta dall’artista, per conoscere di ognuno i gusti personali e creare, di conseguenza, pantaloni, giacche, t-shirt e accessori. Gli abiti diventano ritratti individuali, da indossare in un personalissimo, fiabesco racconto contemporaneo. Infine i performer, tra cui anche alcune celebrities del mondo della moda e dello spettacolo, hanno sfilato passerella o posato davanti alla fotocamera, per uno shooting ricordo.
Attraverso l’esperienza performativa della fashion factory”, aggiunge Ciarallo, “l’abito diventa un’opera d’arte, quasi fosse una scultura unica e irripetibile, in cui l’errore sartoriale – ad esempio una cucitura sbagliata, tagli e volumi asimmetrici – si trasforma in espressione di un nuovo modo di concepire l’arte. Qui trionfa l’individualità e la personalità del visitatore, la serialità produttiva è severamente bandita”.

Daniel Gonzalez, Cut-Up Collection, performance a Santo Spirito in Sassia, Roma 2015

Daniel Gonzalez, Cut-Up Collection, performance a Santo Spirito in Sassia, Roma 2015

L’ultima sfida creativa dell’artista e stylist argentino, già designer di Pisquit Sunwear – brand produttore di capi a tiratura limitata durante la dittatura militare in Argentina negli Anni Ottanta – è la sua Con Cut-Up Collection 2015, in cui il gioco ruota intorno alla bidimensionalità delle immagini di abiti e modelle fotografati nelle riviste di moda. Gonzáles regala a vestiti, scarpe, borse e accessori una nuova vita in 3D, come se la foto pubblicata dal magazine venisse ritagliata e indossata. Quadri da vestire. E il fil rouge artistico è il collegamento con la storia della pittura: dalla de contestualizzazione delle figure rispetto allo spazio bi-dimensionale, come nei dipinti di Fra’ Angelico, fino al continuo dialogo tra l’immagine piatta e la tridimensionalità nelle opere di Piero della Francesca.
La coscienza democratica dell’artista-designer propone forme che evocano oggetti di uso quotidiano, come nel caso delle pochette. Tazzine da caffè, scudi, guanti da box, i celebri quadri con il taglio di Fontana. Una varietà di forme e materiali che rispondono in maniera non convenzionale alle esigenze di una donna contemporanea, capace di accettare una nuova sfida di stile per affrontare con libertà ed ironia la quotidianità, affermando la propria femminilità in chiave originale.

Daniel González, Cut-Up Sculpture Shoes Collection #6

Daniel González, Cut-Up Sculpture Shoes Collection #6

Alcuni degli sculpture dress creati durante la performance al Santo Spirito sono in mostra a Roma, negli spazi della Galleria Valentina Bonomo, per la personale Super Reality, fino al 18 settembre 2015. González espone qui le sue ultime creazioni, dai Banner Paintings in paillettes, totalmente handmade, alle architetture dei Mylar Works. Ne riparleremo.

Gustavo Marco P. Cipolla

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44835/daniel-gonzalez-portrait-fashion-factory/

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