Apre la nuova Fondazione Prada, ecco le immagini da Milano. Germano Celant ci racconta in video le mostre inaugurali e i progetti futuri

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Germano Celant e Patrizio Bertelli

Germano Celant e Patrizio Bertelli

Qualcuno pensa che inaugurare qualcosa a Milano in pienissimo clima Expo significhi rassegnarsi a un inevitabile flop? Di certo non i tanti che stamattina si sono riversati dalle parti di Largo Isarco per la preview della nuovissima Fondazione Prada, l’ultima creatura di sua maestà Rem Koolhaas in ordine di tempo. Koolhaas, peraltro, che a pochi minuti dalla conferenza stampa era ancora possibile vedere – alla stessa stragua della padrona di casa, Miuccia Prada – indaffarato assieme agli operai aggiustare gli ultimi dettagli di rifiniture e allestimenti.
C’era infatti il pubblico delle grandi occasioni, magari non fluviale numericamente ma decisamente selezionato, popolato da artisti come Robert Gober e Thomas Demand, coinvolti in progetti nei nuovi spazi, o da critici come Linda Jablonski e Alessandra Mammì, giusto per citare qualcuno. Che dire dei nuovi spazi? Ci torneremo con calma e dettagli: per ora ci limitiamo ad osservare la monumentalità delle sale, che hanno pochi rivali in Italia quando a luminosità, versatilità e soluzioni espositive. Straordinaria la mostra di scultura classica ordinata da Salvatore Settis, qualitativamente eccellente – anche se ancora sofferente per spazi ristretti, in attesa che si completino gli ultimi lavori – la selezione della collezione permanente.

Altre osservazioni di prima mano? I lavori, a dispetto di qualche apprensione, sono quasi tutti ultimati, ad eccezione della grande torre che accoglierà sale espositive e i depositi, entro il 2016. Elegantissimi e molto ricercati i servisi accessori, da bagni e guardaroba al vitalissimo bar vintage griffato Wes Anderson. Le riflessioni di carattere generale le lasciamo al curatore Germano Celant, nell’intervista video che trovate in pagina: altre impression invece dalla fotogallery…

Massimo Mattioli

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  • Sicuramente una grande progetto che porta la qualità dell’offerta espositiva meneghina a livelli internazionali, chissà se i vari colleghi milanesi seguiranno l’esempio.

    • damienkoons

      La moda milanese per decenni ha vissuto sfruttando la cultura italiana è venuta l’ora che restituiscano qualcosa anche alla cultura