Agostino Iacurci a Milano. Un maxi dittico sospeso per aria, aspettando la personale da Patricia Armocida. Scorci onirici, tra grigi cieli metropolitani

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Agostino Iacurci a Milano - aprile 2015 - courtesy Patricia Armocida

Agostino Iacurci a Milano – aprile 2015 – courtesy Patricia Armocida

Ventinove anni, foggiano, viaggiatore incallito, un talento straordinario per il disegno e la pittura, e un posto d’onore nella scena italiana dell’arte urbana. Agostino Iacurci è impegnato in questi giorni nei preparativi per la sua prossima fatica: il 21 aprile 2015, a Milano, la galleria Patricia Armocida ospita la personale “Appearance and Disappearence”, anticipata da una monumentale preview. Fino al 19 aprile, tra Piazzale Cadorna e Piazzale Loreto, lo spettacolo apparecchiato a venti metri d’altezza, stagliato contro il cielo, è quello di due grandi figure, sospese in orizzontale: un uomo e una donna, dai consueti tratti stilizzati, galleggiano fra i tetti della metropoli, circondati da nuvole e uccellini.
Niente muri, stavolta, per il talentuoso street artist. La superficie è quella di due grandi teli in pvc, dipinti a mano e affissi su due spazi pubblicitari di 90 metri quadri, concessi dall’agenzia Defi Group. Un assaggio, un indizio, una maxi firma a misura di skyline, in cui torna quell’inconfondibile tratto lieve ed essenziale, mutuato dal mondo dell’illustrazione.

Agostino Iacurci a Milano, backstage - aprile 2015 - courtesy Patricia Armocida 5

Una innata leggerezza, per Iacurci, gestita con intelligenza critica, proiettando prospettive umane e sociali sul piano dell’immaginazione, dell’innocenza, della favola. Dai lavori realizzati con una scuola di rifugiati del popolo Saharawi, a quelli progettati con i detenuti del carcere di Rebibbia, passando per i tantissimi murales disseminati tra le strade di mezzo mondo, Iacurci sceglie sempre grandi dimensioni, tinte uniformi e sature, linee arrotondate e geometrie pure. Un catalogo di immagini infarcite di tenerezza, di ironia, di felici ambiguità tra sogno e realtà, tra spazi interni ed esterni, tra paradosso e possibilità.
“Birds”, il nuovo dittico sospeso sulle teste dei milanesi, ripropone lo stesso gioco di sempre: stile ultra grafico, sintesi estrema, una pittura a pennello che si dissimula nell’esattezza della campiture piatte, aprendo varchi fantastici lungo la routine degli spazi urbani. Una maniera d’innescare disorientamenti, di contraddire l’architettura e le linee della città, al contempo incastrandosi con agilità tra i volumi e le aperture. Con quella dose d’ispirazione poetica che conquista. L’ebbrezza della leggerezza: un po’ come chiudere gli occhi e farsi un tuffo tra le nuvole.

– Helga Marsala

www.galleriapatriciaarmocida.com
www.agostinoiacurci.com

 

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