La via di Novelli, tra pittura e scrittura

Una mostra raccolta e raffinata, organizzata intorno a una serie di lavori su carta e a una grande tela, richiama l'attenzione su uno dei più grandi artisti-intellettuali del Novecento. Al Macro di Roma, fino al 22 settembre.

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Gastone Novelli, AAAAAA…, 1968 - matita e pastelli su carta - 49,5 x 69,5 cm

Gastone Novelli, AAAAAA…, 1968 – matita e pastelli su carta – 49,5 x 69,5 cm

Attraverso una collezione di trenta opere su carta realizzate lungo gli Anni Cinquanta e Sessanta, esposte a corona della grande tela Il re del sole e accompagnate da un ampio apparato documentale a disposizione dei visitatori in una suggestiva cassettiera al centro della sala, la mostra in corso al Macro rende un omaggio mirato e filologicamente rigoroso a Gastone Novelli (Vienna, 1925 – Milano, 1968), un ricercatore di cui, come tutti i grandi precorritori, proprio nel dilatarsi dei tempi dalla personale esperienza si viene riconoscendo il reale significato e valore. La fantasia rigorosa e l’apertura culturale di un artista e intellettuale che, attraverso la pittura, ha esplorato le radici del linguaggio e della scrittura, trovano in effetti pochi eguali nel corso dell’intero Novecento, ovvero il secolo per eccellenza di simili ricerche. In questo senso, il lascito di Novelli delinea un vero e proprio universo, come l’artista lasciava già intendere in una sua riflessione del 1964 (Pittura procedente da segni) quando appuntava che “i segni, le lettere, i frammenti, i campioni di materiali, organizzati, formano un universo”.

Gastone Novelli che dipinge, 1966 - photo Marina Lund

Gastone Novelli che dipinge, 1966 – photo Marina Lund

L’esposizione romana riesce ora a rendere bene sia la frammentarietà che l’organizzazione del lavoro di Novelli, mettendo in risalto il fluire calligrafico dei segni del suo pensiero tracciato rapsodicamente, ma non per questo meno meditatamente, su carta: un fluire che, nelle tele di grandi dimensioni, veniva invece riorganizzato in una dimensione narrativa più ampia la quale, forse proprio per la natura e il peso – anche in termini di tradizione culturale – del supporto materiale, tornava maggiormente all’immagine e al colore, indugiandovi alle soglie di quell’astrazione lirica che è senza dubbio la più alta acquisizione della pittura italiana del secolo scorso (e nella linea che corre tra nomi come quelli di Gastone Novelli, Piero Dorazio, Achille Perilli, si scorge il disegno di una storia dell’arte ancora tutta da esplorare).
Che la carta fosse congeniale all’estro e agli intenti di Novelli lo dichiara del resto egli stesso, in una delle opere esposte, dove si legge che “mi si offre così finalmente l’occasione di scrivere più di quanto non mi sia concesso fare nei quadri”. La mostra in discorso, dal canto suo, offre l’occasione di avvicinarsi a tale opera con ammirevole cura.

Luca Arnaudo

Roma // fino al 22 settembre 2013
Gastone Novelli – Opere su carta
a cura di Paola Bonani e Benedetta Carpi de Resmini
MACRO
Via Nizza 138
06 671070400
www.museomacro.org

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  • Angelov

    Un artista ultra-raffinatissimo, che mi ricorda Mario Raciti per l’enfasi data al Segno, come elemento cardine della forza vitale nell’espressione visiva.
    Con in più una ricerca scultorea, che fa da contrappunto al suo lavoro grafico pittorico.

  • Paragonare Novelli a Raciti, con tutto il rispetto per quest’ultimo che conosco personalmente, mi pare una forzatura. Novelli esplora strade spesso controcorrente con il suo tempo, in una raffinatezza poetica e di linguaggio che apre ad orizzonti narrativi pieni e senza scorciatoie. Lo adoro.

    • Angelov

      Ho solo detto che “mi ricorda”, non lo ho paragonato.
      E’ un’opinione soggettiva la mia, non critica.