Il fanciullino in versione postmoderna
I bambini sono belli, buoni e bravi. Ma non nelle immagini di Max Papeschi. Che è in mostra fino al 10 settembre alla Gestalt Gallery di Pietrasanta.

Max Papeschi – From Hiroshima with love – 2010
Max Papeschi (Milano, 1970) “monta” volti di infanti su corpi di uomini adulti, banchieri, capi di Stato, militari: contraddizioni che vorrebbero far riflettere. Emblematica è Wall Street, opera nata vedendo in tv gli impiegati della appena fallita Lehman & Brothers che abbandonavano, testa china, i loro uffici con le scatole di cartone piene di “beni” da scrivania. Scene che hanno generato nella mente dell’artista un senso di sdegno verso chi, avendo in mano un grande potere, sembra poi comportarsi come un bambino, tapparsi gli occhi, non prendersi responsabilità. Uomini di potere, adulti ma infantili, che giocano a fare la guerra, a impadronirsi delle ricchezze altrui. Ancora più dissacranti sono i montaggi fotografici che Papeschi ha operato su immagini di grande rilevanza storica, inserendo al posto dei volti originali immagini dei cartoon, paperini e conigli, per combattere il rischio di arrivare a credere che anche la storia sia un gioco.
Ottavia Sartini
Pietrasanta // fino al 10 settembre 2012
Max Papeschi – The silence of the lambs
a cura di Igor Zanti
GESTALT GALLERY
Via Stagi 28
0584 790900
www.gestaltgallery.it
- Max Papeschi – Ad maiorem dei gloriam – 2012
- Max Papeschi – Hitler N. 5 – 2010
- Max Papeschi – Hope and change – 2012
- Max Papeschi – Revolution is not a dinner party – 2010
- Max Papeschi – Sweet Home Alabama – 2010
- Max Papeschi – Wall Street – 2009
- Max Papeschi (dx)
- Max Papeschi – From Hiroshima with love – 2010
- Max Papeschi – The silence of the lambs – veduta della mostra presso la Gestalt Gallery, Pietrasanta 2012





























non lo trovo per nulla interessante e poi fa le stesse cose ormai da decenni
ognuno la pensa come vuole e preferisce… ma dire che Papeschi fa le stesse cose da 10 anni è una falsità talmente evidente che basta far notare che come artista nasce da non più di 4 anni.
Trovo pertanto l’affermazione di Giulia a.d. alquanto fuoriluogo.
saluti
Guardare una persona adulta, ed immaginarla com’era in tenera età, è una forma di esorcismo del male che crescendo, quell’individuo ha accumulato.
E’ anche un processo mentale di autodifesa, verso persone che si pensa rappresentino una minaccia.
E’ un tentativo di spuntare le loro armi e di pacificare la contesa.
Da sempre lo utilizzo, sopratutto con i politici.
Interessante.
Il re è nudo!
Tecnicamente brutto. Prima o poi torneremo ad un arte in cui non più “basta il pensiero”, ovvero valida anche nella tecnica realizzativa oltre che nel concetto?
Il successo di artisti come Cattelan, Koons e Hirst farebbe pensare decisamente di no.