Gli anni clou di Melotti. Al Mart di Rovereto

Invenzione plastica, sintesi e musicalità. È la scultura secondo Fausto Melotti. Due decenni di armonia e ricerca in una mostra preziosa al museo trentino. Fino al 30 settembre.

Il Mart dedica una mostra a Fausto Melotti (Rovereto, 1901 – Milano, 1986) e lo fa anche con un importante evento parallelo: la collocazione definitiva della Scultura H (La Grande Clavicola, 1971), che per quasi dodici anni ha dovuto attendere prima di essere sistemata presso il Parco delle sculture ed essere restituita alla comunità e al territorio.
Ma cosa rende unica questa personale? Innanzitutto la volontà di prendere in considerazione un periodo preciso, dagli Anni Sessanta ai Settanta, e soprattutto la strategia di collocazione delle opere: da frontale, come quasi sempre è avvenuto, a spaziale. Nell’attraversamento delle sale questa scelta esalta i lavori e la poetica dell’artista roveretano. Inoltre il curatore ha scelto di procedere per affinità tra le opere, proponendo quindi una lettura non cronologica.
Emerge così tutto il vissuto teorico di Melotti e del suo tempo. Le cinque sale dedicate alla mostra, infatti, oltre alle circa settanta opere dello stesso Melotti, contengono una ventina di lavori di altri artisti, a testimonianza del clima creativo che lo circondava. E benché l’accostamento anche significativo con i “colleghi” non sia una novità, al Mart il discorso è più complesso. Alcuni artisti come de Chirico e Savinio, presenti nella prima sala, testimoniano una certa affinità metafisica di Melotti, una figuratività di recupero che però – come sottolinea la mostra – viene oltrepassata. La sala centrale racconta una scelta diversa, quella geometrica, che permette all’artista di abbandonare la figura conferendo altre prospettive ai suoi lavori.

37 Fontana Concetto spaziale teatrino Gli anni clou di Melotti. Al Mart di Rovereto

Lucio Fontana – Concetto spaziale (teatrino) – 1965 – GAM, Torino

Scultura n° 23, un gesso, testimonia proprio questo passaggio: è il compimento di un discorso per inaugurarne un altro. La caduta del confine tra pittura e scultura è decretata, così come diversa diviene l’idea di luce. L’opera del 1935 è infatti un bassorilievo e le variazioni naturali dell’ambiente vengono registrate dalla percezione visiva.
A questo punto il percorso diventa labirintico, perché sono innumerevoli le sculture realizzate negli Anni Sessanta e Settanta in cui Melotti si lascia andare, come lui stesso affermava, a percorsi apparentemente incerti. Comincia così a inserire oggetti ed elementi che nelle sculture diventano i sostegni per una visionarietà senza connotazione spaziale e temporale. L’enorme installazione I testimoni velati del 1977 è una sospensione inquieta che ribadisce lo sguardo obliquo di Melotti rispetto all’arte contemporanea.

Claudio Cucco

Rovereto // fino al 30 settembre 2012
Fausto Melotti – Angelo geometrico
a cura di Denis Viva
Catalogo Electa
MART
Corso Bettini 43
800 397760
[email protected]
www.mart.trento.it

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Claudio Cucco

Claudio Cucco

Claudio Cucco (Malles Venosta, 1954) attualmente è residente a Rovereto. I suoi studi di Filosofia sono stati fatti a Bologna, è direttore della Biblioteca di Calliano (TN) e critico d’arte. S’interessa principalmente di arte contemporanea e di architettura e dell’editoria…

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