Il Ministero della Cultura investe un milione di euro per l’accessibilità culturale lanciando il Premio Olivetti. Ecco di cosa si tratta
L'iniziativa intende rafforzare il legame tra le imprese (pubbliche e private) con il territorio, ampliando l'accessibilità del patrimonio culturale. Per partecipare c'è tempo fino al 15 settembre 2026
Il Ministero della Cultura lancia il Premio Olivetti per l’accessibilità culturale, una nuova iniziativa che mette a disposizione un milione di euro per sostenere progetti orientati allo sviluppo della cultura come bene comune e strumento di inclusione sociale. Ispirato al pensiero di Adriano Olivetti (e ai principi della Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa), il premio punta a valorizzare esperienze capaci di ampliare l’accesso al patrimonio culturale, rafforzando la partecipazione delle comunità e contribuendo alla rigenerazione delle periferie, delle aree interne e dei territori caratterizzati da fragilità economiche e sociali.
Un premio ispirato alla visione di Olivetti
L’iniziativa nasce nel solco della visione culturale e sociale di Adriano Olivetti (Ivrea, 1901- Aigle, Svizzera, 1960), che considerava la cultura un elemento fondamentale per la dignità della persona, la coesione delle comunità e lo sviluppo dei territori. Il nuovo riconoscimento si propone infatti di sostenere interventi che integrino la cultura nella vita quotidiana delle comunità e che promuovano modelli di sviluppo sostenibile basati sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa tra istituzioni, cittadini e imprese. Un approccio che richiama anche la Convenzione di Faro, secondo cui la conoscenza e la fruizione del patrimonio costituiscono un diritto delle persone e una risorsa essenziale per la qualità della vita.
Il Ministero della Cultura istituisce il “Premio Olivetti”
Per il 2026 il Premio Olivetti dispone di una dotazione complessiva di un milione di euro. Tre sezioni concorsuali – “Musei, patrimonio culturale e territorio”, “Attività culturali” e “Welfare aziendale e rigenerazione culturale” – potranno contare ciascuna su uno stanziamento massimo di 300mila euro, da distribuire equamente tra un massimo di tre progetti vincitori per categoria. A queste si aggiunge una quarta sezione riservata ai progetti sperimentali sviluppati dagli istituti del Ministero della Cultura, destinata a valorizzare modelli innovativi replicabili all’interno del sistema culturale nazionale. Il bando è rivolto a imprese pubbliche e private, istituzioni culturali, enti del Terzo Settore, organizzazioni della società civile, comunità locali e strutture del MiC. Le candidature potranno essere presentate fino al 15 settembre 2026, mentre gli esiti della selezione saranno comunicati entro novembre.
Il patrimonio culutrale come strumento di crescita e partecipazione
“Il Piano Olivetti interpreta la cultura nella sua vocazione sociale. Per questo motivo il Premio intende valorizzare le esperienze che fanno del patrimonio e della creatività strumenti di partecipazione, inclusione e crescita condivisa”, ha sottolineato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli. “Un riconoscimento rivolto alle realtà che rafforzano il legame tra la cultura e le comunità, nel solco della visione di Adriano Olivetti”. A fargli eco è Stefano Lanna, il direttore generale del Piano Olivetti per la Cultura, il quale sottolinea che “il premio intende riconoscerne il valore e promuoverne la diffusione come modelli virtuosi per il sistema culturale nazionale”.
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