Morto Kansai Yamamoto, lo stilista giapponese di John Lennon e Ziggy Stardust

È morto a 76 anni in una clinica di Tokyo in cui era ricoverato a causa di una leucemia. Yamamoto fu il primo stilista nipponico a presentare a Londra una collezione di moda, nel 1971.

Kansai Yamamoto via Instagram
Kansai Yamamoto via Instagram

Ha lasciato questa vita in pace”, ha dichiarato su Instagram Mirai, la figlia di Kansai Yamamoto (1944, Yokohama),morto in un ospedale di Tokyo nel quale era ricoverato da un anno a causa di una leucemia. “Ai miei occhi, mio padre non era solo l’anima elettrica ed energica che il mondo conosceva, ma anche una persona premurosa, di buon cuore e affettuosa”, ha aggiunto. Lo stilista, che si contraddistinse per le sue creazioni eccessive e avanguardiste conquistando tanti personaggi della musica e dello spettacolo, era stato il primo giapponese a presentare a Londra una collezione di moda, nel 1971.

I SUCCESSI DI KANSAI YAMAMOTO

L’intuizione che più di tutte rimase nella storia fu la creazione del coloratissimo Ziggy Stardust, ispirato ad una leggenda giapponese che descriveva il rapporto tra una divinità e un coniglio dal manto bianco intenso. La collaborazione con David Bowie non finì lì: la tuta nera a gamba larga in vinile nero “Tokyo Pop” fu indossata dal cantante durante il suo secondo tour, l’Aladdin Sane Tour, negli anni Settanta, facendo scalpore. Dopo aver lavorato con la connazionale Junko Koshino, nel corso dei suoi lavori tra Parigi e New York Yamamoto aveva creato legami anche con altri personaggi del calibro di John Lennon, Elton John e Stevie Wonder. Grazie al suo approccio audace e sperimentale ha trasformato le sfilate in spettacoli performativi con un’ampia interazione con il pubblico. I suoi cosiddetti super-show sono stati messi in scena in tutto il mondo; come Hello! Russiadel 1993, nella Piazza Rossa di Mosca, che ha richiamato 120.000 spettatori. Negli ultimi anni, ha attinto fortemente ai costumi del teatro Kabuki – il teatro giapponese tradizionale – per una collaborazione con Louis Vuitton, dando vita a motivi accattivanti, ricchi di colori saturi che l’hanno distinto dal classico minimalismo nipponico, confermando la sua maestria nel mixare e reinventare elementi stilistici orientali e occidentali.

-Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.