Évora 2027. Intervista sul programma della cittadina portoghese che sarà Capitale Europea della Cultura

Maria do Céu Ramos ci racconta il progetto sviluppato per Évora 2027 che, ruotando intorno al concept di “Vagar”, mira a coinvolgere attivamente le comunità locali per lasciare un’eredità in termini di evoluzione sociale oltre che di infrastrutture culturali

Évora, cittadina portoghese capoluogo dell’Alentejo sarà una delle capitali culturali europee per il 2027. Il cartellone ruota attorno al concetto di Vagar, sorta di “vagabondaggio intellettuale”, incontro e dialogo. Maria do Céu Ramos, Presidente dell’Associazione Évora 2027 ci anticipa cosa accadrà in città nel prossimo anno.

Ritratto di Maria do Céu Ramos. Ph: Jernimo Heitor Coelho
Ritratto di Maria do Céu Ramos. Ph: Jernimo Heitor Coelho

Intervista a Maria do Céu Ramos, Presidente dell’Associazione Évora 2027

Come ha concepito il programma generale di Évora 2027?
Il programma è stato concepito attorno a un’idea semplice ma potente: Vagar. Più che un tema, un modo di pensare, creare e vivere che riflette l’identità di Évora e dell’Alentejo, affrontando al contempo sfide che risuonano in tutta Europa e oltre. Vagar parla del paesaggio dell’Alentejo, del prendersi il tempo per osservare e permettere a idee e persone di incontrarsi. Abbiamo concepito un programma che riunisse comunità locali, artisti nazionali e internazionali, ricercatori, istituzioni e cittadini in un percorso culturale condiviso. Évora 27 è concepito come un processo di dialogo, partecipazione e co-creazione, in cui i progetti artistici interagiscono con il territorio e la sua gente, guardando al futuro, quindi è radicato nella regione, ma aperto al mondo.

Cosa può anticipare sulle mostre e gli eventi che vedremo a Évora?
Unendo arte, patrimonio e partecipazione pubblica il programma è ambizioso. Abbiamo messo a punto ogni evento con cura affinché i visitatori percepiscano la coerenza di Évora durante tutto l’anno. Ci saranno mostre, performance, musica, arte pubblica, progetti multidisciplinari e celebrazioni in città e nella regione dell’Alentejo, sviluppati con artisti locali e internazionali in siti storici e spazi quotidiani. In linea con il concept Vagar vogliamo lasciare spazio alla scoperta. Parte dell’esperienza consisterà nell’imbattersi in eventi inaspettati che non possono essere pianificati in anticipo. Sicuramente nessuna visita a Évora 27 sarà uguale all’altra.

Quali sono i più importanti investimenti a lungo termine, realizzati a Évora, per ospitare la Capitale Europea della Cultura?
Abbiamo effettuato investimenti nelle infrastrutture culturali, restaurando spazi esistenti e creandone di nuovi; abbiamo lavorato sulla formazione, attraverso partnership internazionali e iniziative, come la prima Orchestra Regionale dell’Alentejo, consolidando anche l’ecosistema culturale per il futuro. Insomma, ci siamo impegnati per fare in modo che la cultura continui a crescere anche dopo l’anno del titolo. Oltre alle infrastrutture fisiche, stiamo costruendo reti, collegamenti con altre città e regioni, tra associazioni locali e istituzioni internazionali, tra artisti emergenti e affermati. Relazioni importanti quanto gli edifici stessi, per mantenere vivo il flusso di idee, opportunità e collaborazioni. In definitiva, per accelerare e promuovere le trasformazioni in corso.

In che modo la Capitale Europea interagirà con la comunità locale?
La comunità locale è al centro di Évora 27. Questo non è un programma creato per la comunità, ma con la comunità. Molti progetti coinvolgono residenti, associazioni, scuole, artisti, comunità di migranti e organizzazioni. Vogliamo che le persone si riconoscano nel programma e che contribuiscano attivamente a plasmarlo per accrescere il senso di appartenenza.

Ci sarà un programma specifico per le scuole e i giovani visitatori?
Sì, i giovani sono fondamentali e l’educazione è prioritaria nel programma. Le scuole saranno coinvolte attraverso progetti artistici ed educativi sviluppati con insegnanti, artisti e organizzazioni culturali. Abbiamo poi previsto attività per bambini, famiglie e giovani spettatori. Per aprire percorsi verso professioni culturali e creative abbiamo stretto rapporti con università e istituti professionali, in modo che l’esperienza vada oltre una singola visita o performance.

Cosa vorreste che l’anno di Capitale Europea lasciasse a Évora, per il futuro, in termini di infrastrutture culturali e mentalità culturale?
Speriamo di lasciare infrastrutture migliorate, un patrimonio restaurato e istituzioni culturali più solide. Ma penso che il lascito più grande sarà il maggior senso di fiducia e apertura della comunità al territorio e alla cultura, intesa come forza trainante della quotidianità; oltre all’attitudine alla collaborazione, preziosa per crescere a tutti i livelli. Tuttavia, come ci insegna Vagar i cambiamenti profondi richiedono tempo, quindi il 2027 rappresenta una tappa per continuare a costruire negli anni a venire.

Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli

Niccolò Lucarelli

Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.

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