I 10 comandamenti del Ministero del Turismo per valorizzare il settore. Secondo il nuovo ministro Gianmarco Mazzi

Al Senato, il ministro Mazzi ha presentato obiettivi e priorità del dicastero che guida dopo l’uscita di scena di Daniela Santanché. Tra i punti centrali, il turismo culturale e quello lento, i progetti per il Sud e la semplificazione amministrativa

Forte dei risultati più che lusinghieri divulgati con il report del secondo trimestre 2026 sull’andamento del turismo in Italia – secondo le analisi dell’Ufficio Statistica del Ministero del Turismo su base data appeal, a giugno il tasso di saturazione OTA tocca il 61,3%, con un incremento pari al 13,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre ad aprile la Penisola, con oltre 36 milioni di presenze, si è confermata destinazione d’eccellenza in Europa, seconda solo alla Spagna – il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi si è presentato davanti alle Commissioni riunite Attività produttive della Camera e Industria del Senato nella mattinata di mercoledì 15 luglio, per presentare le linee programmatiche del suo dicastero.

I dieci comandamenti del Ministero del Turismo

Per consolidare la crescita del comparto, trattando il turismo come industria strategica al pari delle grandi filiere produttive, Mazzi ha in mente “dieci comandamenti”: “Il turismo non può più essere considerato un semplice allegato dell’economia nazionale. Non è una rendita di posizione né un fenomeno spontaneo: è una vera industria strategica dell’Italia”, ha sottolineato il Ministro, in riferimento a un settore che contribuisce per oltre il 13% al Pil nazionale e occupa oltre 3 milioni di lavoratori. E il prossimo 27 settembre, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Turismo, si terrà partendo da queste premesse l’iniziativa Perché il turismo è industria strategica. Dunque, i punti del decalogo che sintetizza la visione del Ministro (e del Ministero del Turismo) sono: attrarre investimenti privati con incentivi certi; creare una finanza specializzata; ridurre la stagionalità rafforzando le imprese; accelerare tecnologia e intelligenza artificiale; mettere al centro i lavoratori; sviluppare nuovi mercati e nuovi turismi; rafforzare la promozione internazionale; investire nel Sud; garantire la sostenibilità del settore; ottenere una linea europea di bilancio dedicata al turismo.

Le priorità per il turismo in Italia

Tra le priorità del nuovo corso, l’idea di valorizzare un turismo diffuso e non limitato all’alta stagione, scommettendo su “borghi, cammini, aree interne, distretti enogastronomici e destinazioni meno conosciute”. A questo impegno sono connessi gli investimenti (già avviati) per 320 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo infrastrutturale, destinati, tra il 2027 e il 2036, a piccoli comuni turistici e isole minori, oltre agli interventi per siti UNESCO e città creative (si aggiungono i 109 milioni del Fondo GreenTour e i 121 dell’Accordo di sviluppo e coesione per accessibilità e digitalizzazione). Del resto, l’obiettivo primario resta quello di differenziare l’offerta: “In Italia non esiste un solo turismo: esistono molti turismi”, e dunque ogni territorio ha il compito di individuare la propria vocazione (dal cicloturismo al turismo culturale, a quello enogastronomico, congressuale, cinematografico e spirituale). In particolar modo, sottolinea Mazzi, il turismo culturale da solo genera oltre 56 miliardi di euro e rappresenta più della metà dell’indotto del settore: quasi il 60% dei visitatori stranieri sceglie l’Italia per il patrimonio culturale. Rientra nella necessità di rispondere a questa domanda con un’offerta adeguata e servizi qualificati il nuovo bando per l’abilitazione alla guida turistica, pubblicato alla fine di aprile 2026, rivelatosi però un vero pasticcio (come e forse peggio del precedente).

Cammini, eventi, turismo congressuale

Tra le iniziative che il Ministero del Turismo si impegna a sostenere nei prossimi mesi figurano la candidatura della canzone classica napoletana a patrimonio UNESCO, il rafforzamento del turismo cinematografico come leva per indirizzare i visitatori verso territori meno battuti e il potenziamento dei cammini spirituali. Il prossimo 30 luglio sarà presentato ufficialmente il Cammino di Francesco – Cammino del Sole, mentre il 16 ottobre, al TTG di Rimini, sarà la volta del Cammino di Giovanni Paolo II, sviluppato insieme alla Polonia. E per il turismo lento, oltre a poter contare sulle risorse del Fondo Cammini, si lavorerà anche con investimenti mirati per potenziare le ciclovie o crearne di nuove, per esempio attraverso il progetto del Giro d’Italia dei borghi, destinato a diventare la più grande ciclovia europea.
Spazio anche per i grandi eventi – background professionale del neoministro – sportivi e culturali. Tra quelli citati da Mazzi, i Giochi del Mediterraneo di Taranto e l’America’s Cup 2027 a Napoli. Si punta inoltre a potenziare il turismo congressuale, che vede l’Italia prima in Europa e seconda nel mondo secondo la classifica ICCA. Proprio per il Sud, Mazzi propone investimenti sul turismo congressuale, ma anche sui porti turistici e nella Blue Economy. C’è poi il tema della semplificazione amministrativa, con l’obiettivo di fornire nuove procedure accelerate per le infrastrutture turistiche. E quello dell’intelligenza artificiale, che il Ministro intende implementare al servizio del comparto.

Livia Montagnoli

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