Sacra di San Michele più accessibile grazie a un ascensore nella roccia del monumento simbolo del Piemonte
L’ascensore è scavato direttamente nella roccia per superare i famosi 243 gradini dello "Scalone dei Morti" del monastero benedettino e rendere il sito simbolo del Piemonte fruibile a tutti, inclusi disabili e anziani. Sarà pronto nella primavera del 2026
La Sacra di San Michele avrà presto un nuovo ascensore che renderà l’abbazia più accessibile. Dopo un anno di intenso lavoro, un ascensore di quasi 27 metri sarà operativo entro la primavera 2026, finanziato da Fondazione CRT e Consulta di Torino: è scavato direttamente nella roccia per superare i famosi 243 gradini dello “Scalone dei Morti” e rendere il sito simbolo del Piemonte fruibile a tutti, inclusi disabili e anziani.
La storia della Sacra di San Michele
La Sacra di San Michele, antica abbazia benedettina simbolo del Piemonte, fu costruita tra il 983 e il 987 in Val di Susa, a quasi 1000 m d’altezza sullo sperone del Monte Pirchiriano per volere di Ugo di Montboissier, un nobile francese in cerca redenzione da un discutibile passato. Dedicata all’Arcangelo Michele, è famosa per leggende come quella della Bella Alda che, gettatasi da una delle sue torri per sfuggire a una violenza non si schiantò (cosa che successe la seconda volta che ci provò per un atto di superbia); e quella legata al suo stesso nome, Sacra ovvero Consacrata, ed è oggi custodita dai Padri Rosminiani. Il monumentale edificio ispirò anche il romanzo di Umberto Eco (poi divento film) Il nome della rosa: pare infatti che la maggior parte dell’ambientazione del libro – una storia di delitti di monaci che ruotano attorno alla biblioteca del monastero – sia molto simile a quella della Sacra.
La biblioteca della Sacra d San Michele
E proprio la biblioteca diventerà finalmente accessibile grazie al nuovo ascensore che sbucherà in questa zona. “Mancava l’ascensore nella parte più viva della Sacra”, spiega uno dei quattro padri rosminiani giunto qui nel 2018, quando un incendio ha bruciato il tetto. “La biblioteca è un vero scrigno di tesori con 30 mila titoli di teosofia, consultabili su richiesta, principalmente della prima metà dell’Ottocento, ma anche un testo commerciale sulle pertinenze dei benedettini prima del 1500: il testo più antico posseduto”. L’attuale biblioteca della Sacra di San Michele nasce, infatti, solo nell’ottobre del 1836, con l’arrivo sul Monte Pirchiriano dei Padri Rosminiani che prendono in gestione la struttura grazie a Carlo Alberto di Savoia. “Ci sono circa 500mila persone che ogni anno gravitano sulla Sacra, di cui 300 mila entrano. Di queste, fra le 150 e le 200mila sono visitatori che pagano un biglietto”.
Il cantiere dell’ascensore nella roccia
Il cantiere – avviato nel marzo 2025 – riguarda in particolare il “Monastero Vecchio”, articolato su quattro livelli: il Museo del Quotidiano, la Biblioteca, la Sala Carlo Alberto con il Refettorio, e l’Officina antica, collegata tramite un passaggio all’ascensore esistente nella zona dei ruderi del Monastero Nuovo, che consente la salita alla chiesa sommitale. Già prima di questo nuovo progetto, erano presenti altri ascensori più piccoli, integrati nella montagna, per facilitare l’accesso. Ma ora, questo nuovo ascensore ricavato all’interno di una torre preesistente scavata nella roccia, permetterà di raggiungere 5 piani per un totale di 27 metri, rendendo accessibile il “cammino ascensionale” fino alla sommità del monastero. Un intervento importante che ne aumenterà enormemente l’accessibilità, a partire dalla primavera 2026, e che potrebbe dare impulso all’iter per il suo riconoscimento come patrimonio UNESCO.
Claudia Giraud
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