Puglia: nasce a Grottaglie la prima Comunità Slow Food dedicata alla ceramica

Al via una serie di iniziative per promuovere sia i manufatti in ceramica che le eccellenze enogastromiche utilizzando la filosofia del buono, pulito e giusto di Slow Food. Il primo evento a Londra con lo chef Alessandro Grano

Comunità Slow Food per la valorizzazione della ceramica d’uso grottagliese, Piatto
Comunità Slow Food per la valorizzazione della ceramica d’uso grottagliese, Piatto

Tradurre i valori e i principi del movimento Slow Food nell’antichissima tradizione dell’arte ceramica per esportarli in tutto il mondo. È questo l’obiettivo alla base della nascita della Comunità Slow Food per la valorizzazione della ceramica d’uso grottagliese. Un progetto che mira, dunque, a unire le forze e quindi a individuare nuove e più semplici forme di associazione che possano contribuire a diffondere e amplificare la filosofia del buono, pulito e giusto, declinato però nel campo della ceramica.

Comunità Slow Food per la valorizzazione della ceramica d’uso grottagliese, Ceramica d'uso
Comunità Slow Food per la valorizzazione della ceramica d’uso grottagliese, Ceramica d’uso

COSA SONO LE COMUNITÀ SLOW FOOD

Fin dalle sue origini, l’associazione creata da Carlo PetriniSlow Food, ha creduto fermamente nella forza della sinergia per poter incidere profondamente sul sistema alimentare e convertirlo al rispetto della biodiversità. Per farlo, si è inventata le comunità, nodi della rete internazionale di Terra Madre e motore per il futuro: comunità locali invitate ad associarsi tra loro per determinare il cambiamento, la ricostruzione se non la rigenerazione dell’economia, l’adattamento alle diverse situazioni. “Dovremmo imparare dalle piante: sono un esempio di convivenza e di capacità di risolvere i problemi”, spiega Stefano Mancuso, studioso di Neurobiologia delle Piante all’Università di Firenze e relatore al Congresso internazionale di SF a Chengdu, in Cina, nel 2017. “Una pianta senza una comunità intorno non è niente, non riesce ad evolversi”. Così dovrebbe essere l’essere umano, così è Slow Food.

Comunità Slow Food per la valorizzazione della ceramica d’uso grottagliese, Fromagerie
Comunità Slow Food per la valorizzazione della ceramica d’uso grottagliese, Fromagerie

LA PRIMA “COMUNITÀ SLOW FOOD” DELLA CERAMICA

La stessa filosofia presa ora ad esempio dalla prima Comunità Slow Food della Ceramica. “Preservare la storia del nostro territorio e diffondere la cultura delle produzioni locali”, dichiara Franco Peluso, portavoce della Comunità Slow Food per la valorizzazione della ceramica d’uso grottagliese, “è fondamentale per creare la giusta economia per i piccoli produttori grazie ad una diffusione nazionale ed internazionale del nostro progetto. La ceramica d’uso grottagliese vanta una storia di qualità, che non si ritrova in altri contesti, grazie alla vastità di manufatti, ognuno caratterizzato da uno specifico uso o destinazione”. L’incontro tra tradizioni, linguaggi, produzioni locali diversificate può, dunque, rappresentare una grande leva in grado di potenziare le eccellenze di cui dispone il territorio.

A LONDRA IL PRIMO EVENTO CHE CONIUGA CERAMICA ED ENOGASTRONOMIA

Sono in programma tanti progetti e iniziative per sensibilizzare sia i consumatori sia le istituzioni verso una maggiore consapevolezza di una peculiarità che rischia di scomparire se non adeguatamente supportata, grazie alla collaborazione e alla promozione in una visione comune sia dei manufatti in ceramica che delle eccellenze enogastromiche. Il primo evento internazionale, che vede coinvolti diversi cuochi dell’Alleanza Slow Food (Chef’s Alliance), si terrà il 6 dicembre a Londra presso La Fromagerie con lo chef Alessandro Grano: per l’occasione Grano creerà un menu utilizzando i prodotti tipici pugliesi con cottura nella ceramica e in abbinamento ai vini del territorio. Il tutto servito in piatti di ceramica di uso grottagliese.

-Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).