Parma 2020. 8 tappe nella Capitale Italiana della Cultura

Tra cucina e cultura, una guida per scoprire le meraviglie di Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020.

Avviso ai naviganti: si parla della Capitale Italiana della Cultura, non Europea com’è stata Matera 2019. Quindi il budget è ben differente e, giocoforza, anche il programma non può essere paragonabile. Detto ciò, un passaggio va fatto. Qui trovate il consueto tour in 8 tappe, raddoppiato dai “Percorsi” suggeriti nell’inserto Grandi Mostre.

Marco Enrico Giacomelli

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #53

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1. PARIZZI SUITES & STUDIO

Parizzi Suites & Studio, Parma

Ma Parizzi non è il ristorante stellato dei mitici Marco & Cristina, che quest’anno festeggia il suo primo ventennio? Certo. Ma il progetto è ben più articolato e dal 2009 esiste anche un hotel/residence che rende l’esperienza ancora più completa e… accogliente.

Strada della Repubblica 71
www.parizzisuite.com

2. VIA DEGLI ANTIQUARI

Uno dei negozi della via degli antiquari a Parma

In realtà si chiama via Nazario Sauro ma per i parmensi (e per gli appassionati) è nota come “via degli antiquari”, e ha pure il suo sito e la sua pagina Facebook. Si passa dall’antiquariato più solido al vintage d’alto livello al divertente bric-à-brac. Da perderci – si fa per dire – delle ore.

Via Nazario Sauro
www.laviadegliantiquari.com

3. ENOTECA FONTANA

L’Enoteca Fontana di Parma

Ideale per il pranzo o l’aperitivo serale. È l’ultima osteria degna di questo nome rimasta in centro. Panini memorabili, salumi manco a dirlo, cantina di gran levatura. Poche portate indicate su un foglio scritto a mano e fotocopiato, in un ambiente rustico per davvero.

Strada Farini 24
0521 286037

4. PALAZZO DEL GOVERNATORE

Palazzo del Governatore a Parma

Per sapere tutto della mostra in corso vi rimandiamo all’inserto Grandi Mostre di Artribune Magazine numero 53. Qui ribadiamo il concetto: non solo dovete visitare questo palazzo dalle origini duecentesche, ma non potete esimervi dal passeggiare in una delle piazze più affascinanti del Paese.

Piazza Garibaldi
http://palazzodelgovernatore.it/

5. MUSEO BODONIANO

Museo Bodoniano, Parma

Siamo nella Biblioteca Palatina, che significa 800mila volumi in sale, tanto per fare un esempio, che erano affrescate da pittori come Correggio. In questo contesto trova spazio il museo dedicato al più celebre dei tipografi: Giambattista Bodoni (sì, quello della font).

Strada alla Pilotta 3
https://museobodoniano.it/

6. PALAZZO DELLA PILOTTA

Galleria Nazionale, Parma

Il complesso monumentale ospita nei suoi spazi anche la Galleria Nazionale, che resta una raccolta notevolissima pur essendo stata doppiamente spoliata, prima da Carlo di Borbone e poi da Napoleone. E se volete prendere aria, c’è la grande Corte del Guazzatoio.

Piazzale della Pilotta
https://pilotta.beniculturali.it/

7. OHIBÒ

Uno dei piatti di Ohibò, ristorante parmense

Evitate le scelte scontate: da Ohibò virate verso pesce e Asia. Il bistrot aperto nel 2015 è coraggioso: nel menu di queste settimane (stagionale, of course) trovate, ad esempio, gamberi blu e ricciola hiramasa. Ma se proprio avete bisogno di parmigiano, qui e là lo troverete.

Piazzale Cervi 5
http://www.ohibo.it/

8. GIARDINO DUCALE

Il viale centrale del Parco Ducale di Parma in autunno

Oltre 200mila mq nel quartiere Oltretorrente, la cui ideazione risale al 1561 su stimolo del duca Ottavio Farnese. Fra gli highlight, il Palazzo del Giardino progettato dal Vignola e la Fontana del Trianon, che in realtà era pensata per la Reggia di Colorno.

Piazzale Santa Croce
https://www.servizi.comune.parma.it/giardinoducale/

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.