Arte e paesaggio. I giardini zen di Kyoto

La natura diventa scenario ideale per praticare la meditazione e la contemplazione, sullo sfondo dei giardini zen di Kyoto.

Giardini Zen a Kyoto. Photo Claudia Zanfi
Giardini Zen a Kyoto. Photo Claudia Zanfi

Il giardino zen rappresenta la fusione tra arte del giardino giapponese e filosofia zen. Secondo il credo scintoista, tutti i componenti dell’ambiente naturale (alberi, rocce, animali, persone, fiumi, montagne) possiedono un’anima immortale. Il giardino giapponese, quindi, non è solo un luogo di riposo oppure ornamentale, ma un ambiente sacro che consente all’uomo di entrare in contatto con la spiritualità e di raggiungere la pace interiore. Perciò la maggiore parte dei giardini zen sono realizzati presso templi e monasteri, luoghi di meditazione grazie anche alla totale assenza di rumori artificiali.
Il giardino nella filosofia zen crea un vero e proprio paesaggio, dove ogni elemento è l’espressione di un concetto, un equilibrio di pieni e di vuoti. Raggiungere lo zen significa capire di vivere collegati a ogni più piccolo elemento dell’universo. A emergere è l’importanza di sentirsi tutt’uno con la natura, poiché è grazie a essa se tutto esiste. Ci sono vari stili di giardino giapponese, ciascuno con un significato. Legato all’arte del giardinaggio tradizionale è il Karesansui, detto anche “giardino secco” perché non ha vegetazione ed è formato essenzialmente da pietre e sabbia bianca. Uno dei maggiori esempi è il Ryōan-ji a Kyoto, città che offre l’opportunità di visitare alcuni fra i più spettacolari giardini zen al mondo (tra cui il Padiglione d’Oro e Padiglione d’Argento).

Giardini Zen a Kyoto. Photo Claudia Zanfi
Giardini Zen a Kyoto. Photo Claudia Zanfi

ELEMENTI E CONTEMPLAZIONE

Alcuni elementi densi di valore estetico e simbolico aiutano la contemplazione: pietra e sabbia, acqua, piante. Le rocce rappresentano solidità e stabilità, in contrapposizione al vuoto. Ricordano le forme di montagne e isole; una sola roccia in mezzo al giardino rappresenta il sacro Monte Fuji. La sabbia è polvere di granito bianco, capace di illuminare le aree vicine. Rappresenta l’acqua e le sue increspature. L’acqua è vita, fluidità e purezza: ascoltare il suo scorrere armonioso libera la mente. La vegetazione deve integrarsi con gli altri elementi. Si usano piante maschili (slanciate e dalle forme spigolose); piante femminili (basse e con forme tondeggianti); piante sempreverdi e piante a foglia caduca (l’acero è la pianta più amata in Giappone e include centinaia di specie e varietà). Tra le fioriture si trovano camelie, rododendri, cornus kousa e azalee. Infine, le lanterne in pietra sono un tipico elemento del giardino giapponese. Derivano dalla tradizione della cerimonia del tè, simboleggiano il punto di arrivo e il giardino interiore.

Claudia Zanfi

Articolo pubblicato su Grandi Mostre  #18

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Claudia Zanfi
Claudia Zanfi, storica dell’arte e promotrice culturale, si interessa di micro-geografie e culture emergenti. Dirige l’associazione culturale aMAZElab, che ha fondato nel 2000, e MAST – Museo d’Arte Sociale e Territoriale. Collabora con istituzioni nazionali e internazionali e con riviste d’arte su progetti dedicati ad arte, società, paesaggi. Ha firmato testi all’interno di pubblicazioni collettive e monografiche. Dirige il programma internazionale Green Island per la valorizzazione dello spazio pubblico e delle nuove ecologie urbane. Promuove inoltre progetti culturali ed editoriali, prestando particolare attenzione a temi di interesse sociale e geopolitico. Tra gli altri: A Ticket to Bagdad; Transcrossing Memories (Nicosia); Re-Thinking Beirut; Atlante Mediterraneo; Arcipelago Balkani e Going Public, progetto su società e territorio. Tiene conferenze a livello internazionale e lezioni alla Middlesex University di Londra.