La Valle d’Aosta entra nel circuito Abbonamento Musei. 6 luoghi e percorsi da scoprire

Con l’iscrizione al circuito Abbonamento Musei è ora possibile visitare illimitatamente anche i siti più interessanti della regione valdostana. E noi vi mostriamo i luoghi più affascinanti

L’offerta dell’associazione Abbonamento Musei si amplia a partire da questa stagione con un’importante novità: l’entrata della Valle d’Aosta, con 16 nuovi siti visitabili liberamente con la card AM Lombardia o AM Piemonte. Un passo in avanti che trasforma il circuito in una macro-area culturale del nordovest italiano, implementandone la già intensa frequentazione, che già nel 2018 aveva dato un risultato di un milione di ingressi complessivi (ne avevamo parlato qui con Dino Berardi, presidente dell’associazione). Ma come funziona l’iscrizione a AM? Con un abbonamento annuale che va dai 50 euro circa per la tariffa intera, ai 20 euro per quella dedicata ai bambini, scegliendo tra il circuito di Piemonte o Lombardia, oppure entrambi con la Formula Extra (in entrambi i casi la Valle d’Aosta sarà sempre compresa). Per 365 giorni si avrà la possibilità di accedere in maniera gratuita e illimitata a centinaia tra musei, siti archeologici, monumenti o fortezze. “Proporre un’offerta di ‘all you can visit’ abbatte la barriera, anche psicologica, del prezzo del biglietto, spingendo il pubblico a sperimentare e a recarsi anche in quei luoghi che solitamente non sarebbero la sua prima scelta”, spiega ad Artribune la direttrice dell’associazione Simona Ricci. “Inoltre, è un modo per far sì che le persone visitino più volte lo stesso sito, creando un rapporto di fidelizzazione. Tutto questo non sarebbe possibile senza una formula come quella proposta da Abbonamento Musei”. Ecco allora un percorso tra i luoghi valdostani appena entrati nella rete AM, che vale la pena di andare a scoprire.

– Giulia Ronchi

https://www.abbonamentomusei.it/
https://www.lovevda.it/it

1. AOSTA ROMANA

Teatro Romano

Si parte dal capoluogo di regione, la città che funge da punto di confluenza tra le strade che conducono in Francia e in Svizzera attraverso i trafori del Monte Bianco e del Gran San Bernardo. Questa mini capitale alpina, oltre a essere custode della cultura settentrionale italiana, reca ancora oggi evidenti tracce dell’urbanistica e dell’architettura romana. Furono gli antichi conquistatori latini, infatti, a costruirne le fondamenta nel 25 a.C. strappandola di mano alle popolazioni autoctone, i Salassi. Un’eredità importante che si può vedere nella passeggiata del centro storico, con l’Arco d’Augusto, la Porta Praetoria (una delle poche del mondo romano ancora perfettamente conservate), il Teatro romano e il Criptoportico forense. La stratificazione del lascito culturale delle diverse epoche è visibile anche nella Chiesa di San Lorenzo, che conserva la parte paleocristiana, la collegiata di Sant’Orso con un colonnato medievale finemente scolpito e la cattedrale, la quale sorge sull’area sacra del Foro romano, ricavata in parte dall’ex templio pagano. Il racconto di queste civiltà continua al MAR – Museo Archeologico Regionale, tra percorsi tematici e cronologici.

Luoghi diffusi
11100 Aosta 

2. AREA MEGALITICA

Area megalitica

Era il 1969 quando il braccio meccanico di una scavatrice, che stava preparando il terreno per costruire nuovi condomini, urta una superficie non identificata. Da lì iniziano i lavori della Soprintendenza, che portano alla luce un’area sacra originaria dell’Era Neolitica. Attorno ad essa è sorto un grande museo, inaugurato solo nel 2016 e che, con un approccio coinvolgente e multimediale, tenta di penetrare i significati – tutt’ora immersi nel mistero – che rappresentavano i dolmen, i monumenti megalitici, le stele, le figure antropomorfe, i solchi e i buchi nel terreno che sono stati oggetto di ritrovamento da parte degli archeologi.

Corso Saint Martin de Corleans, 258
11100 Aosta

3. CASTELLO DI FENIS

Castello di Fénis

È esattamente come ci immaginiamo un castello delle fiabe: posto su un promontorio, questo sito archeologico è circondato da una doppia cinta muraria con torrette merlate a coda di rondine, bucate da feritoie. All’interno, le pareti affrescate – in parte ancora in stato ottimale – portano il visitatore al centro del mondo cortese del Gotico Internazionale, popolato da dame, cavalieri, santi con cartigli e figure saracene delle crociate. Nato come abitazione di Aimone di Challant nel XIV secolo, è stata fino al 1700 di proprietà dei signori di Fenis appartenenti al ramo di questa famiglia. 

Frazione, Località Chez Sapin, 1
11020 Fénis AO

4. CASTELLO DI ISSOGNE

Castello di Issogne

Costruito su una villa romana, diventò in epoca tardomedievale la dimora di Giorgio di Challant. Fin dal cortile di ingresso si viene catapultati nel mondo cortese: al centro spicca una fontana con una scultura in ferro battuto che raffigura la pianta di melograno, simbolo della famiglia, forte e compatta; mentre nella facciata esterna della struttura compaiono gli stemmi delle figure virtuose che si sono unite proseguendo la dinastia di Challant. Il gusto cortese si trova anche nei numerosi affreschi del loggiato (sono dipinti gli effetti del Buon Governo dei signori regnanti, che vivono in pace e prosperità) e nelle sale arredate del castello che evocano la vita dell’epoca. Una parte del percorso è dedicata a Vittorio Avoldo, eccentrico filantropo innamorato del Medioevo, che acquistò questo palazzo nell’Ottocento, restaurandolo e riportandolo allo splendore originale.

Piazza Castello
11020 Issogne

5. CASTELLO REALE DI SARRE

Castello Reale di Sarre

Acquistato nel 1869 dal re d’Italia Vittorio Emanuele II, è stato la residenza di caccia prediletta dei reali di Savoia. Qui, tra le numerose sale arredate con mobilio originale, si annidano gli intrighi della famiglia sabauda. Gli spazi più peculiari e rinomati del castello sono il Salone dei Trofei e l’adiacente Galleria, ricoperti da oltre 3000 corna di stambecco (vittime di oltre trent’anni di caccia) che ne ornano da cima a fondo le pareti e il soffitto.

6. FORTE DI BARD

Forte di Bard

Tra i siti culturali più celebri della Regione Valle d’Aosta, è stato anch’esso sotto il dominio sabaudo dal XIII secolo. La rocca, fortificata fin dai tempi più antichi, si erge su un’altura rocciosa impervia: ancora oggi per accedervi, oltre al sentiero in salita, si può utilizzare un sistema di quattro ascensori panoramici. Tra le pagine più sanguinose di questo luogo vi fu, nel 1800, un terribile assedio da parte delle truppe di Napoleone che cercarono di conquistarlo. Il Forte di Bard è stato acquistato dalla Regione negli anni Settanta e oggi è un museo strutturato su tre livelli: il Museo delle Fortificazioni e delle Frontiere, una mostra-entertainment che approfondisce ogni aspetto della cultura alpina; il Museo delle Alpi, con una turnazione di mostre temporanee dedicate al tema paesaggistico locale; e infine Le Prigioni, percorso tematico che racconta della storia di Bard e della sua fortezza.

 Via Vittorio Emanuele II, 85
11020 Bard 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.