Roma e l’antichità. Riaperta la basilica di Santa Maria Antiqua

Una mostra celebra la riapertura della basilica di Santa Maria Antiqua a Roma, dopo trent’anni di chiusura al pubblico. Ripercorrendone la storia e mettendo in luce lo straordinario valore delle sue decorazioni murarie.

Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio - installation view, Roma 2016 - photo Claudia Pescatori
Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio - installation view, Roma 2016 - photo Claudia Pescatori

UNA BASILICA DI ORIGINE ANTICA
La basilica di Santa Maria Antiqua a Roma, consacrata nel VI secolo, viene abbandonata e lasciata a se stessa a seguito del terremoto del 847, che l’ha fatta crollare, inabissandola tra il Foro e il Palatino. Solo nel 1900, dopo la demolizione della duecentesca chiesa di Santa Maria Liberatrice, si scoprirà che nel Foro romano ci sono ancora tracce di quell’antica basilica, riadattata su un preesistente edificio imperiale costruito da Caligola e poi rifatto da Domiziano. Una viva testimonianza dell’installazione nel centro della Roma pagana, tra Foro e Palatino appunto, di una base cristiana molto antica.
Visitare oggi questa chiesa è come fare un viaggio indietro nella storia dei primi secoli della civiltà cristiana di Roma, in un luogo miracolosamente riemerso dall’oblio del tempo, grazie a un ultimo e importante intervento di restauro e ripristino durato tre decenni.

Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio - installation view, Roma 2016 - photo Gaetano Alfano
Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio – installation view, Roma 2016 – photo Gaetano Alfano

LE DECORAZIONI PITTORICHE
Quello che sorprende è il riaffiorare di un itinerario inedito che mostra i diversi aspetti della pittura medievale delle decorazioni, di matrice bizantina e greca, scampate alla furia dell’Iconoclastia sviluppatasi dalla metà del VIII secolo con l’imperatore Costantino V. In tal senso riveste particolare interesse la celebre parete “palinsesto” a destra dell’arcone absidale, una vasta superficie dipinta lacunosa e stratificata che mostra esempi di pittura datati dal IV-V (quando era un edificio pagano) al VIII secolo d. C. Molto interessanti le decorazioni realizzate sotto papa Giovanni VII (705-707) che volle la basilica come cappella palatina, con le pitture del presbiterio, quelle della Cappella dei Santi Medici, e le scene dell’Antico Testamento del basso coro; o ancora la monumentale Crocifissione della cappella dedicata ai Santi Quirico e Giulitta a sinistra dell’abside, realizzata ai tempi di Zaccaria (741-752), dove il Cristo non è abbigliato con un perizomiun ma con un colobium, una lunga tunica rossastra che da lì a poco scompare come attributo iconografico della rappresentazione della crocifissione. Oltre all’originalità della pianta della chiesa, collegata tramite una rampa al Palatino, si notano alcuni esempi superstiti di scultura, come gli interessanti sarcofagi rinvenuti nei pressi della chiesa, tra cui quello detto di Giona: uno dei primi decorati con temi cristiani.

Video mapping della decorazione parietale della cappella di Teodoto - Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio - photo Claudia Pescatori
Video mapping della decorazione parietale della cappella di Teodoto – Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio – photo Claudia Pescatori

LA MOSTRA
Per celebrare la riapertura della basilica, la mostra allestita nei suoi spazi riporta in situ la straordinaria icona della Madonna col bambino (oggi nella chiesa di Santa Francesca Romana), una delle più antiche della cristianità, salvata dalle macerie del ricordato terremoto, insieme ad altre opere conservate in diversi musei, che ne sottolineano il rapporto con il mondo bizantino, come ad esempio i ritratti scultorei dell’imperatrice Ariadne e di Amalasunta (una figlia di Teodorico), o ancora gli interessanti mosaici che un tempo decoravano, con le storie del Nuovo Testamento, l’oratorio di papa Giovanni VII dell’antica San Pietro in Vaticano.
Il percorso della mostra è completato da una serie di videoinstallazioni che cercano di restituire, tramite ricostruzioni 3d, le antiche decorazioni e gli spazi della basilica, oltre a sottolineare, grazie a un’illuminazione alternata, le pitture dei diversi strati di superficie della parete “palinsesto”.

Calogero Pirrera

Roma // fino all’11 settembre 2016
Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio
a cura di Maria Andaloro, Giulia Bordi e Giuseppe Morganti
Catalogo Electa
BASILICA DI SANTA MARIA ANTIQUA
Foro Romano
06 480201
www.archeoroma.beniculturali.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/52865/santa-maria-antiqua-tra-roma-e-bisanzio/

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Calogero Pirrera
Calogero Pirrera (1979) è uno storico dell’arte specializzato in arte moderna e contemporanea, videoarte, didattica museale e progettazione culturale. Vive attualmente a Roma. Ha collaborato con la cattedra di Istituzioni di Storia dell’Arte della Facoltà di Architettura di Valle Giulia, con alcune gallerie come Il Ponte Contemporanea e LipanjePuntin, oltre che con Festarte – Festival Internazionale di VideoArte, che lo vede impegnato nella mappatura globale dei festival di videoarte con la rubrica “International Contest”. Ha all’attivo alcune pubblicazioni che indagano l’arte antica come quella contemporanea. Tra le mostre curate si ricorda "Il Duomo di Milano dalla Lombardia all’Europa", ospitata presso il Duomo meneghino nel 2005 e il relativo catalogo. Ha scritto e scrive per EosArte, TribeArt e Artribune.