Nuova sede a Parma per Rizomi. La galleria specializzata in Art Brut lascia Torino e riapre in Emilia con grandi progetti

Galleria d’arte al piano terra, associazione culturale al primo piano: questa la nuova formula pensata dai titolari di Rizomi_art brut a Torino. Ora, archiviata l’esperienza piemontese, sono tornati a Parma, loro città d’origine, con un progetto ad ampio raggio

Veduta della galleria Rizomi Art Brut
Veduta della galleria Rizomi Art Brut

L’art brut trova terreno fertile soprattutto nelle fiere. Dove si collochi fisicamente la galleria, poco importa”: è così che, in sintesi, Nicola Mazzeo spiega il trasferimento da Torino a Parma, e in effetti le fiere a cui Rizomi partecipa sono le più importanti del settore, ossia Outsider Art Fair di New York e l’omonima derivata di Parigi che si svolge contemporaneamente alla Fiac. Ma Rizomi_art brut ha partecipato anche ad Artissima (2015) di Torino e ad Arte Fiera (2016) di Bologna, ed è proprio in questi contesti che svolge la gran parte delle attività commerciali. Qualche giorno fa i due galleristi hanno però inaugurato il nuovo spazio a Parma: un piccolo ambiente dove esporre e trattare l’“arte dell’impermeabilità culturale”, come la definiscono partendo ovviamente dalla definizione di Dubuffet ma ampliandola dal solo contesto degli artisti che soffrono di patologie mentali ad altri che vivono stati di segregazione socioculturale o che, senza formazione accademica e contatti con il mainstream, rappresentano il proprio mondo interiore attraverso espressioni propriamente artistiche (escludendo quindi meri esercizi terapeutici che con l’arte hanno tangenze scarse o addirittura nulle).

ASSOCIAZIONE CULTURALE ARTÈTIPI
In catalogo la galleria propone opere di artisti internazionali – soprattutto contemporanei – nonché dei tre capisaldi storici dell’arte outsider italiana: Carlo Zinelli, Pietro Ghizzardi e Giovanni Battista Podestà. Per l’inaugurazione è stata allestita la mostra Corpi di parole. Parole del corpo, una selezione di lavori di Mehrdad Rashidi (Iran), di Anne Marie Gbindoun (Benin), di August Walla (Austria) e dell’inevitabile Carlo Zinelli, che intendono far riflettere sul rapporto tra corpo umano e scrittura. Ma non c’è solo la galleria: al piano superiore è nata Artètipi, un’associazione culturale che ha come obiettivi l’esplorazione dei territori artistici – quelli canonizzati e quelli ancora da scoprire – e una promozione dell’avvicinamento del pubblico ai codici espressivi dell’art brut, ma anche l’organizzazione di eventi come quello concretizzatosi, proprio grazie al gruppo di lavoro dei fondatori, a Casale Monferrato (Outsider Art, Contemporaneo presente. Collezione Fabio e Leo Cei). Un binomio all’insegna del mercato da un lato e della ricerca dall’altro e, perché no, della divulgazione di un settore ancora poco conosciuto ma che riserva patrimoni materiali e immateriali inediti e di indubbio interesse.

Marta Santacatterina

www.rizomi.org

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.