Immagini e video dalla grande mostra sulla natura morta alla Galleria Borghese di Roma. Da Caravaggio ad Arcimboldo

L’esposizione analizza le origini della natura morta italiana nel contesto romano della fine del XVI secolo, seguendo i successivi sviluppi della pittura caravaggesca dell’inizio del ‘600

L’origine della natura morta in Italia, Galleria Borghese, Roma
L’origine della natura morta in Italia, Galleria Borghese, Roma

Il problema, con le nature morte, è la difficoltà della datazione. Mentre le opere a tema sacro erano quasi sempre commissionate dalla chiesa, e quindi ordinate in puntualissimi inventari, queste erano sempre nei palazzi di nobili famiglie, che spesso le catalogavano in base alla cornice o al massimo con le misure espresse in palmi”. Un gustoso aneddoto, dovuto a Davide Dotti, curatore assieme alla direttrice Anna Coliva, che si coglie girando per la preview della grande mostra L’origine della natura morta in Italia – Caravaggio e il Maestro di Hartford, alla Galleria Borghese di Roma.

Ormai sentite parlare di Grandi Mostre e pensate subito al nuovo progetto editoriale targato Artribune? Esatto, sul prossimo numero infatti troverete notizia anche di questa preziosa esposizione, che fino a fine febbraio analizza le origini della natura morta italiana nel contesto romano della fine del XVI secolo, seguendo i successivi sviluppi della pittura caravaggesca dell’inizio del ‘600. Tanti i capolavori presenti, spesso famosissimi, dalla Canestra di frutta di Caravaggio, del quale sono in mostra anche il Bacchino malato e il Ragazzo con canestra di frutta, alla straordinaria e ancora di paternità ignota Fiasca di Forlì, fino a opere di Arcimboldo, Jan Brueghel, del Maestro di Hartford. Noi eravamo presenti alla preview, intanto vi raccontiamo la mostra con immagini e video…

Dal 16 novembre 2016 al 19 febbraio 2017
Galleria Borghese
Piazzale Scipione Borghese 5 – Roma
www.galleriaborghese.beniculturali.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.