Miami Updates: designer under 40 e grandi opening, alcuni spunti dentro e fuori Design Miami

Gallerie triplicate in 10 anni, un fitto corollario di eventi a latere tra Miami Beach e il Design District. Qualche spunto dentro e fuori la fiera dedicata al design

Design Miami
Design Miami

Dai suoi esordi nel 2005, con 12 gallerie soltanto, Design Miami non ha fatto che crescere in prestigio e dimensioni. Oggi, le gallerie partecipanti sono 31 – si va dagli habitués di lungo corso ai newbies come New York’s Chambers, The Future Perfect o Giovanni Beltran – e al programma della fiera si sono affiancati moltissimi eventi collaterali, organizzati tra Miami Beach e il Design District da gallerie, brand e altri attori che si contendono l’attenzione dei molti artisti, designer e collezionisti presenti in città a colpi di mostre e inaugurazioni. A poche ore dall’apertura, vi proponiamo – in qualche caso l’abbiamo già fatto, come per il nuovo Faena Center – alcuni spunti, dentro e fuori la fiera.

I DESIGNER EMERGENTI DI VOLUME E THE FUTURE PERFECT
Accanto ai pezzi iconici dei grandi maestri del design, che rappresentano ancora il “core” del mercato e rimangono stabili nel cuore dei collezionisti, una nuova generazione di artisti e designer emergenti, in gran parte under 40, popola gli stand delle gallerie – le americane su tutte – con lavori di assoluto livello. Da Volume, per esempio, troviamo i tessuti realizzati dall’artista Christy Matson a partire da fibre naturali, che ricordano quadri modernisti, il “Set” di Anja Jaworska, i cui elementi in legno laccato giocano sullo sviluppo parossistico di alcuni tratti distintivi trasformando oggetti noti e di uso comune (sedie, sgabelli) in sculture, o ancora le opere di Jonathan Muecke e Anders Ruhwald. La galleria newyorchese The Future Perfect, alla sua prima partecipazione, espone una serie di lampade del designer di origine cipriota Micheal Anastassiades, conosciuto anche in Italia per la sua collaborazione con Flos. La collezione, dal titolo “Bespoke Loop”, coniuga la cifra minimalista tipica di Anastassiades con un inedito uso del colore. Al suo fianco, le “sculture in scala domestica” di Christopher Stuart, che traggono le loro forme irregolari da imprevedibili glitches (o bug) di software di progettazione solitamente precisi, e i lavori in vetro di Toledo, Ohio di John Hogan.

LA PALAFITTA DI LUSSO DI RENE GONZALES SU PRAIRIE AVENUE
Alcuni lavori dell’architetto e designer mantovano Vincenzo de Cotiis sono tra le opere selezionate da Rene Gonzales e dalla sua socia nel nuovo progetto RGA Rocket, la curatrice Chloe Chelz, ed esposte su Prairie Avenue, all’interno di una singolare villa-palafitta disegnata dall’architetto di Miami per sensibilizzare sul rischio di un innalzamento del livello dell’oceano. La nuova, sorprendente location accoglie anche pezzi del progettista lettone Germans Ermičs e della designer emergente Nina Gonzales, nonché un’installazione site-specific firmata Mauricio Del Valle. Altre opere di De Cotiis, in particolare gli oggetti quotidiani reinterpretati della serie “Progetto Domestico”, sono presenti sullo stand della Carpenters Workshop Gallery, attiva a Londra e Parigi.

Giulia Marani

designmiami.com

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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.