David Hockney fa pace con la Regina Elisabetta. E disegna una vetrata per Westminster Abbey

Il progetto è ancora in divenire, ma l’annuncio è freschissimo. Non si conoscono né i costi, né precisamente il soggetto: sarà pagato da due ignoti benefattori e pronto per il 2018

Le vetrate della Cattedrale di Rheims, opera di Marc Chagall
Le vetrate della Cattedrale di Rheims, opera di Marc Chagall

Sono molti gli artisti contemporanei che si sono confrontati con il tema della vetrata e anche con il rapporto tra arte e religione, da Matisse a Chagall, da Yves Klein fino a Dan Flavin nell’ormai mitica Chiesa Rossa di Milano. Ora tra questi – giunto all’età di 79 anni – si inserisce anche David Hockney, tra i più influenti pittori viventi, chiamato a confrontarsi niente meno che con una delle più iconiche chiese della confessione protestante e della storia inglese: Westminster Abbey, simbolo della regina e della monarchia britannica. La chiesa sarà, infatti, presto abbellita con una vetrata progettata da Hockney, che sarà presentata nel mese di giugno del 2018 in concomitanza con l’apertura nella chiesa della Queen’s Jubilee Gallery. Una sorta di riappacificazione con la Regina, diretta promotrice del progetto: dopo che l’artista aveva da lei rifiutato l’onorificenza di Cavaliere, confidando successivamente alla BBC di essere “troppo occupato” per dipingere un ritratto di Elisabetta II.

LA VETRATA
Ancora poche le informazioni sul prestigioso progetto: si tratterà di un paesaggio pieno di fiori, che riempirà la metà di una delle poche finestre in vetro chiaro rimanenti nel transetto nord della abbazia, uno spazio di 1,8 metri di larghezza e 6 metri di altezza, come racconta The Guardian. È probabile che il progetto sarà affine al lavoro più recente dell’artista, riprendendo alcuni dei suoi più amati dipinti, i monumentali alberi del nativo Yorkshire. “Dio e la Regina sono tra i pochi argomenti sui quali Hockney non ha espresso opinioni pepate”, scrive il quotidiano inglese: in un’intervista con il Wall Street Journal, due anni fa, l’artista ha infatti detto di non essere né ateo né un sostenitore di una religione organizzata. “C’è sempre quella domanda. Cosa succede quando muoriamo?“, ha dichiarato in proposito lo stesso Hockney. Non si sa ancora che costo avrà la vetrata, che comunque sarà pagata da due benefattori: l’artista sta infatti ancora lavorando sui bozzetti e l’opera verrà prodotta nel suo studio a York.

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