Il cuore della giovane creatività in Toscana in una nuova rete territoriale. Immagini della mostra di Mario de Vega da Carico Massimo a Livorno

Dopo l’apertura del Pecci di Prato la Toscana continua a essere una regione sotto i riflettori. Grazie anche a quel Forum dell’arte contemporanea italiana, dalla cui costola è nato un progetto artistico di sviluppo territoriale

Nel settembre 2015 si è tenuta a Prato la prima edizione del Forum dell’arte contemporanea italiana, un evento promosso dal Centro Pecci di Prato che ha coinvolto oltre 400 addetti ai lavori e più di mille partecipanti per discutere delle cause che rendono il sistema dell’arte contemporanea italiano debole e poco competitivo. Da quell’esperienza è nato un Tavolo (o Laboratorio) Toscano che, con il coordinamento di Alessandra Poggianti di Carico Massimo di Livorno (che si racconta sul nostro Magazine) e oltre professionisti dell’arte contemporanea della Regione. Dal Laboratorio Toscano nasce Cantiere Toscana, un gruppo di lavoro operativo che segue gli indirizzi del Laboratorio. Oltre che Carico Massimo, aderiscono a questo progetto di sperimentazione di una nuova rete territoriale per l’arte contemporanea l’Università di Architettura di Firenze, Villa Romana, Fondazione Baldi, Fondazione Vivarelli e numerosi collaboratori tra cui il Comune di Livorno, il Centro Pecci di Prato, le Accademie di Belle Arti di Firenze e Carrara, la Fondazione CAV di Pietrasanta. L’obbiettivo? Valorizzare le diverse risorse, idee e competenze degli aderenti al network, attraverso una offerta culturale diffusa sul territorio e diversificata tra workshop con artisti, residence, talk, screening, nuove produzioni, incontri con le aziende nelle proprie città d’origine. A garanzia della qualità Cantiere Toscana ha costituito un gruppo scientifico-curatoriale composto da Giacomo Bazzani, Andrea Cavallari, la stessa Poggianti, Ilaria Mariotti, Angelika Stepken, Pierluigi Tazzi, Francesca Tosi.

SCUOLA GRATUITA DI FORMAZIONE PER IL CONTEMPORANEO
La prima azione concreta nell’ambito del progetto è stata la produzione di Tremolino. Il Bar d’Artista realizzato da Stefan Vogel nel giardino di Villa Romana di Firenze, inaugurato lo scorso settembre per creare un luogo di incontro autogestito dove possono incontrarsi artisti, convogliare dialoghi, ricongiungere amicizie e rendere possibili nuovi progetti, al di fuori di ogni schema e di ogni forma precostituita. A Livorno, invece, negli spazi di Carico Massimo, individuato dalla rete come punto di riferimento per l’arte contemporanea in città, inaugura la prima produzione con l’artista francese Jean-Luc Moulène. Ha seguito la prima personale in Italia dell’artista messicano Mario de Vega (aperta fino al 9 gennaio) che, dopo un periodo di residenza in città, ha proposto un progetto espositivo e un esperimento sonoro, sempre negli ex Magazzini Generali di Livorno, sede dell’Associazione Culturale Carico Massimo, e nell’affascinante Deposito dei Beni Culturali di via Capocchi, mai aperto prima d’ora. Mentre alla Fondazione Jorio Vivarelli di Pistoia si è avviata il 25 novembre una Scuola invernale di alta formazione per le arti contemporanee, con tanto di attestato di frequenza previa iscrizione gratuita. Primo appuntamento con Vincent Normand, storico dell’arte e curatore, University of Art and Design Lausanne, a cui seguiranno (sabato 10 e domenica 11 dicembre) un workshop per giovani artisti attivi in Toscana tenuto da Anni Raw, ricercatore associato alla Durham University e Visiting Fellow alla University of Leeds, e solo domenica 11 dicembre la conferenza Le opere d’arte pubblica e partecipativa: temi e problemi, con la stessa Raw e Alberto Garutti. Il programma invernale è molto fitto. Si prosegue, infatti, con gli Esercizi di autoapprendimento a Livorno di Radical Intention, ALAGroup e Luca Vitone; per finire con i workshop rivolti a giovani artisti tra Pelago ed il Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze a Calenzano.

http://www.cantieretoscana.org/

 

 

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