Fra Bellotto e Canaletto, Venezia sbarca a Milano. Prime immagini della grande mostra alle Gallerie d’Italia

Inaugura al museo di Piazza Scala la grande mostra sui due protagonisti del Vedutismo. 100 opere per aprire nuovi scenari sul 700 veneziano

Bellotto e Canaletto - Lo stupore e la luce, Milano, Gallerie d'Italia
Bellotto e Canaletto - Lo stupore e la luce, Milano, Gallerie d'Italia

Dopo la completa monografica su Francesco Hayez dello scorso anno, alle Gallerie d’Italia di Milano è protagonista il vedutismo veneziano. Ed è una mostra importante sin dal primo sguardo, che racconta l’arte di Bernardo Bellotto (1721-1780) in tutte le sue evoluzioni, dai dipinti giovanili straordinariamente precoci a quelli tardi, suggestivi e meno conosciuti. Saltano all’occhio l’ampiezza e la qualità della selezione, oltre al puntuale confronto col Canaletto (1697-1768), rappresentato da una decina di lavori (sono invece 83 quelli di Bellotto). E poi i libri della biblioteca personale di Bellotto, tutti i suoi viaggi (Firenze, Roma, la Lombardia, il Nord Europa), il confronto con disegni e incisioni… In un ottimo allestimento, che raggruppa i paesaggi con notevoli effetti scenografici. Della mostra parleremo ampiamente, anche sul prossimo numero della nuova sezione Grandi Mostre di Artribune Magazine: intanto, ecco una galleria di immagini nel primo giorno di apertura al pubblico…

Stefano Castelli

Bellotto e Canaletto – Lo stupore e la luce
Fino al 5 marzo
Milano, Gallerie d’Italia
www.gallerieditalia.com

 

 

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (nato a Milano nel 1979, dove vive e lavora) è critico d'arte, curatore indipendente e giornalista. Laureato in Scienze politiche con una tesi su Andy Warhol, adotta nei confronti dell'arte un approccio antiformalista che coniuga estetica ed etica. Nel 2007 ha vinto il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli. Pubblica regolarmente i suoi articoli dal 2007 su Arte, dal 2011 su Artribune e dal 2018 su IL-mensile de Il Sole 24 ore. Collabora anche con Antiquariato. Dal 2004 a oggi ha curato numerose mostre in spazi privati e pubblici, di artisti affermati ed emergenti. Dal 2016 è nel comitato curatoriale del Premio arti visive San Fedele. Nel 2020 ha pubblicato il saggio "Radicale e radicante – Sul pensiero di Nicolas Bourriaud" (Postmediabooks) e tradotto il saggio "Inclusioni" di Nicolas Bourriaud (Postmediabooks).