Banksy, Bettman, Blu. Ecco i migliori street artists al mondo secondo Artnet: e nella Top 30 c’è anche Maupal, cancellato a Roma

Sul terzo gradino del podio c’è Blu, qui ricordato per il gesto di aver cancellato le sue opere a Bologna, in segno di protesta contro la “normalizzazione” della Street Art 

Maupal - photo Tiziana Fabi
Maupal - photo Tiziana Fabi

Sul numero uno pochi potrebbero obbiettare, stante l’oggettiva qualità del lavoro, la capacità di anticipare gusti e tendenze e anche l’aura misteriosa e affascinante data da un anonimato che – fra mille illazioni – ancora resiste. Insomma: è Banksy il miglior street artist del globo, anche per la classifica recentemente stilata da Artnet, che come tutte le graduatorie di questo tipo è decisamente unilaterale ed empirica, ma resta comunque stilata da uno dei media leader mondiali nell’informazione artistica. Superfluo aggiungere informazioni su chi sia il celebre creativo di Bristol: utile invece capire qualcosa di chi occupa la seconda piazza, il newyorkese Justin Bettman, noto per costruire le sue temporary rooms sui marciapiede della Grande Mela, dove allestisce set fotografici. Sul terzo gradino del podio scatta l’orgoglio nazionale, visto che a occuparlo è l’italiano Blu, qui ricordato per il gesto di aver cancellato le sue opere a Bologna, in segno di protesta contro la “normalizzazione” della Street Art.

SHEPARD FAIREY OTTAVO
Non mancano le sorprese, scorrendo la graduatoria. Shepard Fairey si incontra solo all’ottava piazza, forse penalizzato dal tramonto dell’era Obama, il presidente Usa a cui era legata – grazie a un celebre ed iconico ritratto – una buona fetta della notorietà dell’artista. Poche soddisfazione per i pur celebratissimi artisti francesi, con Invader relegato nella posizione numero 15 e JR due più sotto, alla 17ma. Magre soddisfazioni anche per il losangeleno REVOK, solo 25mo, e per la regina Swoon, posta alla piazza numero 29, quasi fuori dalla classifica. Ma è alla piazza numero 21 che arriva – oltre a un nuovo sussulto patriottico – la sorpresa: perché ad occuparla è il romano Maupal, specializzato nelle sue raffigurazioni di Papa Francesco. Di lui si è parlato lungamente – con toni contrastanti – anche nelle scorse settimane, dopo che una sua nuova opera a tema “papale” fu cancellata dal muro dopo poche ore, suscitando l’indignazione – un po’ sopra le righe? – anche della sindaca Virginia Raggi. Resta il fatto che un artista ignorato dal sistema italiano, viene glorificato oltreoceano…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.