Prima asta battuta da Blindarte a Milano. Da Paolo Scheggi a Daniel Buren, ecco gli highlights del catalogo

Arte moderna e contemporanea e design per la prima vendita della casa d’aste napoletana nella nuova sede meneghina, in piena Brera

Nan Goldin, Joana laughing, l'Hotel, Paris, 1999
Nan Goldin, Joana laughing, l'Hotel, Paris, 1999

Nuovo importante passaggio nella crescita di Blindarte, vero e proprio network artistico che associa casa d’aste, galleria d’arte, conservazione di beni preziosi e uno straordinario art hotel. Tutte attività basate a Napoli, ma che dal maggio scorso hanno una nuova, lussuosa location anche a Milano, con l’apertura della nuova sede negli spazi già del Museo Luciano Minguzzi, circa 600 metri quadrati su 4 piani in piena Brera. Ed è proprio questo lo scenario del nuovo step: perché mentre è in corso la prima mostra personale, di Adam Cvijanovic, arriva il momento anche per la prima asta milanese, che il 29 novembre vedrà protagonisti arte moderna e contemporanea e design. Tra i lotti inclusi spicca l’importante opera di Paolo ScheggiIntersuperficie curva nera, un acrilico su tre tele sovrapposte di grandi dimensioni (70×140 cm), realizzato dall’artista nel 1967 e proposto con una valutazione di 600/800mila euro. Da segnalare, anche perché difficili da vedere sul mercato italiano, l’opera di John Baldessari dal titolo Elbow series: Emu del 1999, trittico di cm 214×214 stimato 100/150mila euro, e l’importante Riflesso: une peinture en cinq parties pour deux murs di Daniel Buren del 1980, 5 oli su tela proposti in asta con una stima a richiesta.

DESIGN CON GIO PONTI ED ETTORE SOTTSASS
Non manca in catalogo un pizzico di Oriente, con una rarissima tela di Toshimitsu Imai, del 1962, dal titolo Rouge stimata 60/80mila euro, ed una importante Hsiao Chin, del 1969, stimato 50./70mila euro. Altri italiani da seguire: Mario Schifano con un’opera del 1983, Acerbo, stima 40/60mila euro, Turi Simeti con Cinque ovali color sabbia, del 2008, stimata 35./45mila euro, Alfredo Chighine con Serchio, presentato in asta con una valutazione di 18/22mila euro. Nella selezione di design, alla fine del catalogo, diversi arredi di Gio Ponti, tra cui il famoso Cabinet a parete del 1954, stimato 20/30mila euro, e Ninfea, 6 sedie pieghevoli del 1958, stimate 4.500/6.500 euro; e poi il Freemont Cabinet di Ettore Sottsass stimato 5.500/7.500 euro e una selezione di vetri, tra cui un vaso della serie i Rotellati di Ercole Barovier (stimato 6/8mila euro).

Martedì, 29 novembre 2016 – ore 18
Via Palermo 11 – Milano
www.blindarte.com

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

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