Museo Pino Pascali di Polignano a Mare. Le mostre della stagione 2016/2017 all’insegna del dialogo

Con il Museo Pino Pascali prosegue il nostro ciclo di news sui programmi dei musei d’arte contemporanea per la stagione autunno-inverno 2016/2017. Ne abbiamo parlato con il direttore Rosalba Branà

Christiane Lohr - photo Marino Colucci
Christiane Lohr - photo Marino Colucci


La nuova stagione espositiva della Fondazione Pino Pascali Museo Arte si è aperta il 24 settembre corso nel segno della continuità: quella del tradizionale
Premio Pino Pascali che, dal 1997 – anno in cui l’iniziativa fu ripristinata, dopo vent’anni di interruzione, per volere della direttrice del Museo – premia ogni anno un artista o un personaggio del mondo dell’arte e di respiro internazionale scelto, tra una rosa di nomi proposti, da una commissione di esperti, storici e critici d’arte. Quest’anno, oltre alla vincitrice Christiane Löhr, sono esposte anche le opere degli artisti premiati nelle passate edizioni – AES+F (2015), Fabrizio Plessi (2014), Mat Collishaw (2013), Nathalie Djurberg (2012), Bertozzi e Casoni (2011), Jake & Dinos Chapman (2010), Jan Fabre (2008), Adrian Paci (2007), Lida Abdul (2006), Studio Azzurro (2005), Marco Giusti (2003), Giovanni Albanese (2002), Achille Bonito Oliva (1997) – per una ricognizione storica sul Premio. Abbiamo parlato con il direttore del museo, Rosalba Branà, di aspettative e progettualità della stagione che va a cominciare. Partendo da un riflessione su quella precedente.

C’è qualcosa nella programmazione dello scorso anno che ha deluso le sue aspettative o al contrario l’ha invece sorpresa?
Mi ha piacevolmente sorpreso il riscontro di una mostra, tra virgolette difficile, come Tutorial: video artisti cinesi di ultimissima generazione, alcuni dei quali in contemporanea con la Fondazione Louis Vuitton di Parigi, a cura di Maria Grazia Costantino, curatrice di spicco in Cina ed esperta del settore video: la rassegna ha interessato un pubblico prevalentemente giovanile, ancora poco avvezzo alla frequentazione del Museo. Mi ha un po’ deluso lo scarso dibattito che si è creato intorno ad una mostra Convivium, che presentava un dialogo tra artisti provenienti dalle aree di religione monoteiste, mondo islamico, cristiano, ebraico. Questo vuol dire che bisogna ancora di più proporre mostre che stimolino un dibattito interculturale, del resto sono problematiche sotto gli occhi di tutti, ma il rischio è ‘assuefarsi’ all’intolleranza e al poco dialogo tra popoli e culture diverse. Ma è un tema su cui voglio tornare, specie perché ritengo che molti artisti si stiano impegnando su questo, come ad esempio Ai Weiwei.

Su quale aspetto crede che il suo museo debba migliorarsi?
Il Museo gode di una location splendida a picco sul mare e con un’ isola di fronte; abbiamo appena ristrutturato il terrazzo e il giardino, mi piacerebbe far vivere questi spazi, specie d’estate fino a notte fonda, con concerti e proiezioni. Già quest’estate abbiamo sperimento la visione di corti e lungometraggi alla presenza degli stessi autori: Francesco Vezzoli ha riscosso un grande interesse di pubblico e di critica. Mi piacerebbe fare rassegne tra arte/cinema/teatro/danza all’aperto e con gli autori.

Qual è l’identità della programmazione di quest’anno: su cosa puntate?
La programmazione del 2017 ha un’unica tematica, Dialoghi senza confini, e su questa si articoleranno mostre, eventi, ed anche il Premio Pino Pascali, quest’anno andato all’artista tedesca Christiane Löhr e al suo intenso dialogo con la Natura. Inoltre, moltissimo successo ha riscosso una mostra storica che metteva a confronto Pino Pascali, con il Dinosauro proveniente dalla Gnam di Roma, e artisti come Lucio Fontana, Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Piero Manzoni. Proseguiremo sulla tematica del ‘dialogo’ e il superamento delle barriere linguistiche, espressive, sociali e politiche. Difatti continueremo con una forte ricognizione su artisti di area adriatica/balcanica poiché abbiamo realizzato un’importante Convenzione con i Musei della Croazia, Slovenia, Montenegro, Albania fino alla Grecia per condividere buone prassi, scambi di mostre e artisti in residenza, laboratori e workshop, appoggiandoci su progetti europei di fondamentale importanza per il nostro Museo. Nel 2017 Il museo celebrerà Pino Pascali con il terzo appuntamento di “Dialoghi” che metterà a confronto l’opera del grande artista di cui la fondazione porta il nome con altri grandi della Storia dell’Arte, come già fatto con Luigi Ghirri, Lucio Fontana, Agostino Bonalumi, Enrico Castellani.

In che proporzione le vostre mostre sono interamente prodotte dal museo, coprodotte con altre istituzioni o acquisite da soggetti esterni?

Abbiamo realizzato mostre totalmente prodotte da noi ed altre finanziate da progetti europei su cui io punto moltissimo. Nell’ambito di un progetto da noi vinto, arTVision, per esempio abbiamo realizzato oltre 30 video e short movie, alcuni dei quali di recente trasmessi con notevole gradimento su Sky Arte e dedicati ai giovani artisti.

A quanto ammonta il budget dedicato alla programmazione delle mostre di quest’anno? Con quale variazione rispetto agli anni precedenti?
Ribadisco che per noi è essenziale la partecipazione a programmi e bandi europei per sopperire ad un budget ridotto rispetto alla nostra attività continua e costante, e che si aggira intorno ai 150 mila euro. Inoltre stiamo subendo ritardi a causa di un momento di transizione dovuto al cambiamento dell’amministrazione generale della Regione Puglia, che molto ci ha sostenuto negli anni scorsi, e che spero, voglia rinnovare la fiducia verso la nostra istituzione, unico Museo attivo in Puglia per l’arte contemporanea, ma le premesse sono buone.

– Claudia Giraud

24 settembre 2016-29 gennaio 2017
Premio Pino Pascali, XIX edizione – Christiane Löhr
Fondazione Museo Pino Pascali
Polignano a Mare, Via Parco Del Lauro 119
http://www.museopinopascali.it/

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).