Gli inediti di Roni Horn alla Fondazione Beyeler. Le immagini della mostra in anteprima

Una mostra concepita come una complessa installazione ambientale sul concetto di identità e delle variazioni sul tema del ritratto. Molti i lavori dell’artista americana esposti per la prima volta in un museo

Roni Horn alla Fondazione Beyeler di Basilea
Roni Horn alla Fondazione Beyeler di Basilea

Debutto alla Fondazione Beyeler di Riehen, straordinario museo privato disegnato vent’anni fa da Renzo Piano alle porte di Basilea, per Roni Horn (Stati Uniti, 1955) , artista tra le più eccentriche e sfuggenti degli ultimi anni. Riservata e rigorosa fino a rasentare l’isolazionismo (frequenta l’Islanda per lunghi periodi fin dagli Anni Settanta, da quando ancora non era meta di massa del turismo finto selvaggio insomma), Horn costruisce una mostra a forma di diario intimo, senza soluzione di continuità, cucendo tra loro cinque lavori anche difformi per linguaggi, formule, media espressivi, ma funzionali a costruire una fotografia in movimento, lunga di fatto quarant’anni. Opere espanse, sempre diluite in più pezzi, a volte chiuse nello spazio di decenni; altre invece elaborate e raffinate nello spazio di pochi mesi: una delle quali, raccolta di 67 scatti partita nel 1975, per la prima volta presentata al pubblico nella sua forma definitiva.
AUTORITRATTI E GEOGRAFIE
Quindici coppie di ritratti fotografici, scattati ad età diverse – dalle immagini degli album di famiglia che la vedono bambina fino a quelle degli ultimi anni – mescolano le carte in a.k.a., l’installazione del 2008/2009 che apre l’allestimento, introducendo immediatamente il tema cardine dell’identità, anche di genere, dell’autoritratto come forma di autodeterminazione. Un lavoro che si lega a doppio filo, quasi si trattasse di una struttura circolare, con l’inedito The Selected Gifts, dove il racconto procede per interposta persona – anzi: oggetto – con una carrellata di piccoli doni, da gadget apparentemente insignificanti a libri e biglietti, ricevuti da parenti e amici nel corso del tempo.
In mezzo, con la riflessione sull’iconicità della parola della serie Th Rose Prblm, un altro tra i temi caldi della ricerca di Horn: quello del paesaggio, con l’ambiente di vita chiara metafora di spazi interiori.

GRANDI PERSONALI IN GRANDI MUSEI
Sfuggente, dicevamo, Roni Horn: ma non inafferrabile. La personale di Basilea, dove torna a vent’anni dalla mostra alla Kunsthalle e di cui vi mostriamo in anteprima le immagini, è la più recente di un vero e proprio tour de force che negli ultimi tempi l’ha vista passare dal Whitney Museum (2000) al Centre Pompidou di Parigi (2003), dalla Tate Modern di Londra (2009) alla Fundaciò Joan Mirò di Barcellona (2014).

2 ottobre 2016 – 1 gennaio 2017
Roni Horn
Riehen – Basel, Baselstrasse 77
www.fondationbeyeler.com

 

 

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.