Ecco come sarà il Parco Centrale di Prato degli architetti Paolo Brescia e Michel Desvigne

Con il progetto di un “luogo per l’arte a cielo aperto”, il gruppo italo-francese formato da Paolo Brescia e Michel Desvigne ha vinto l’atteso concorso. Tutte le immagini

Parco Centrale di Prato. Il progetto di OBR + Desvigne
Parco Centrale di Prato. Il progetto di OBR + Desvigne

Ad aggiudicarsi uno dei concorsi internazionali di architettura più attesi dell’anno in Italia, è stato – all’unanimità – il team capitanato da Paolo Brescia (OBR Paolo Brescia e Tommaso Principi), con Michel Desvigne (Michel Desvigne Paysagiste) e Alberto Romeo (Intertecno). A pochi giorni dall’apertura dell’ampliamento del Centro Pecci, trova così compimento il processo intrapreso dal Comune di Prato nel gennaio 2016. All’inizio dell’anno, infatti, era stata avviata la procedura ristretta, con preselezione, avente per oggetto la progettazione di un nuovo grande parco per la città toscana; il sito individuato, circa tre ettari, si colloca a ridosso della mura cittadine, dove sorgeva il vecchio nosocomio. Nella rosa dei dieci finalisti, annunciati lo scorso maggio, la proposta del gruppo italo-francese ha convinto la giuria – presieduta da Bernard Tschumi e composta da Massimo Nutini, Michelle Provoost, Sébastien Marot e Roberto Zancan – , per il “notevole nel senso che interpreta e celebra la storia di Prato e delle sue mura medievali. Allo stesso tempo esso guarda al futuro, allo sviluppo della città e alle sue diverse popolazioni”, come ha dichiarato lo stesso presidente.
Zancan, che abbiamo raggiunto direttamente, ha inoltre sottolineato come “il gruppo di Ferdinand Ludwig si è preoccupato di saldare l’innovativo processo di demolizione selettiva dell’ospedale con il progetto del parco. In questa proposta, che potremmo considerare il vincitore morale, si proponeva una strategia per la demolizione e l’integrazione degli elementi dell’edificio dell’ospedale nel parco, con un idea di circolarità produttiva. Il progetto di Desvigne e OBR è risultato vincitore perché ha offerto una soluzione più tradizionale e rassicurante per il futuro dall’area, con un’immagine capace di disegnare anche una prospettiva per la reintegrazione della collezione delle opere del Museo Pecci e di futuri nuovi lavori nella città.”

L’IMPIANTO ROMANO DI PRATO COME PUNTO DI AVVIO
In risposta alla necessità di concepire “un’area prevalentemente aperta, in grado di diventare un fulcro di vitalità del centro e della città fuori le mura”, il progetto vincitore si innesta nel tessuto pratese ribadendone la griglia ortogonale, che eredita l’orientamento del cardo e decumano. Come afferma il team vincitore “per ritrovare la misura di questa trama, i tre ettari liberati all’interno della cinta muraria non possono essere un vuoto.” La composizione è stata dunque affiancata ad un lavoro di “estrazione dei ritmi e del motivo geometrico che riorganizza la materia della città”, impiegati come matrice per la definizione del paesaggio del parco. In esso convivranno elementi vegetali e minerali, ritmati dalle siepi interpreta come quinte che “scandiscono il sito seguendo gli assi paralleli al cardo”. Oltre all’esplicito riferimento a Prato, il parco cercherà di riconnettersi anche ai giardini italiani di epoca rinascimentale, interpretando “in un linguaggio contemporaneo e astratto i grandi principi della composizione classica”. A rafforzare i legami con la storia, anche recente, di Prato si inserisce la scelta di esporre, nel cuore del parco, alcune sculture contemporanee. Ad esse si sommerà una collezione di piante selezionate per le loro caratteristiche botaniche, “ma anche per le loro qualità estetiche, i loro colori, la loro esuberanza. Così esposte, queste curiosità naturali si innalzano al rango di opere d’arte”. Nella zona nord del sito, infine, verrà posizionato un padiglione, sviluppato su un univo livello, provvisto di ristoranti, servizi legati alle attività del parco, spazi per atelier artistici e mostre temporanee.

UNA TAVOLA ROTONDA, UNA MOSTRA E UN WORKSHOP
Il team vincitore – cui spetta un premio di 40.000 euro e l’affidamento dell’incarico del progetto definitivo ed esecutivo del parco – e i 10 finalisti sono stati invitati venerdì 7 ottobre alle ore 16, alla Sala Consiliare del Comune di Prato, alla presentazione pubblica degli esiti del concorso. Dal 7 al 28 ottobre, il Palazzo Pretorio di Prato ospiterà una mostra pubblica con i 10 progetti in lizza. Previsto infine per novembre il laboratorio condotto dagli architetti belgi Rotor Deconstruction, finalizzato alla realizzazione di un “padiglione della memoria” dell’ex ospedale Misericordia. Lo stesso verrà collocato nel parco e impiegherà materiali recuperati dalla demolizione dell’edificio.

– Valentina Silvestrini

www.ilparcocentralediprato.it/

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.

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