Biennale di Venezia 2017. Sarà Anne Imhof a rappresentare la Germania. Con un’opera site specific

L’artista tedesca porterà in Laguna una riflessione che si sviluppa nello spazio e nel tempo, in linea con la poetica che accompagna il suo lavoro. Tra corpo, realtà e tecnologia.

Eliza Douglas in Anne Imhof, Angst II, 2016 performed at Hamburger Bahnhof, Berlin, 2016 © Photo: Nadine Fraczkowski Courtesy: the artist, Isabella Bortolozzi Galerie, and Galerie Buchholz
Eliza Douglas in Anne Imhof, Angst II, 2016 performed at Hamburger Bahnhof, Berlin, 2016 © Photo: Nadine Fraczkowski Courtesy: the artist, Isabella Bortolozzi Galerie, and Galerie Buchholz

L’appuntamento con la Biennale diretta da Christine Macel si avvicina a grandi passi e gli annunci diramati dai padiglioni nazionali in merito alle identità dei propri artisti si susseguono senza sosta. Dopo la recente dichiarazione delle Polonia, anche la Germania scende in campo, individuando Anne Imhof come sua rappresentante. Classe 1978 – e insignita, l’anno passato, del Preis der Nationalgalerie, cui ha fatto seguito l’opera in tre atti intitolata Angst – la Imhof allestirà nel Padiglione tedesco un’opera site specific, cui l’artista sta lavorando dallo scorso maggio.

TUTTE LE SFUMATURE DELLA REALTÀ
Accompagnato dalla curatela di Susanne Pfeffer, direttrice del Fridericianum di Kassel dal 2013, l’intervento della Imhof dovrebbe inscriversi nel solco della sua pratica, al confine tra pittura, scultura, performance ed installazione, elementi autonomi di un linguaggio creativo molto sfaccettato. Impegnata in una profonda riflessione sulla realtà, anche nei risvolti più duri, l’artista concentra la sua indagine sul corpo, esaminato nel proprio legame con le componenti sociali, economiche e tecnologiche del tempo presente. Un discorso in cui la personalità individuale e quella collettiva si mescolano, sullo sfondo di un realismo che non ha paura di esprimersi.

– Arianna Testino

www.labiennale.org

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Arianna Testino
Nata a Genova nel 1983, Arianna Testino si è formata tra Bologna e Venezia, laureandosi al DAMS in Storia dell’arte medievale-moderna e specializzandosi allo IUAV in Progettazione e produzione delle arti visive. Dal 2015 lavora nella redazione di Artribune. Attualmente dirige l’inserto cartaceo Grandi Mostre ed è content manager per il sito di Sky Arte, curato da Artribune. Nel 2012 ha pubblicato il saggio "Michelangelo Pistoletto. L'unione di vita, parole e opera" e nel 2016 "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (con Marco Enrico Giacomelli).