Ossessione Vezzoli. Ecco immagini e video dall’anteprima del docufilm a Palazzo Grassi

Un documentario che racconta in presa diretta due anni – dal 2013 al 2015 – la carriera dell’artista, con testimoni eccellenti come Bernard-Henri Lévy e Klaus Biesenbach

Ossessione Vezzoli, still

Lady Gaga, Cindy Sherman, Veruschka, Natalie Portman, Eva Mendes, Helmut Berger, Cate Blanchett, Sharon Stone. Fra i protagonisti ci sono loro: e chi almeno un po’ segue le vicende dell’arte contemporanea non faticherà a individuare subito che il soggetto è Francesco Vezzoli. È lui, nel corso della carriera, ad aver a vario titolo incrociato questi – e molti altri – personaggi dello star system, preceduti nei suoi primi lavori da icone e dive come Iva Zanicchi, Franca Valeri, Valentina Cortese, Marisa Berenson. Una parabola creativa già lunga, nonostante l’artista sia solo quarantacinquenne: a mettervi un po’ di ordine, o forse semplicemente a raccontarla nei suoi punti nodali, arriva ora Ossessione Vezzoli, il docufilm scritto e diretto da Alessandra Galletta presentato in anteprima ieri – 1 settembre – a Venezia, nel Teatrino di Palazzo Grassi.

DAL MAXXI DI ROMA AL MOCA DI LOS ANGELES
Un documentario prodotto da Vulcano in associazione con Marsèll e distribuito in Italia da Fil Rouge Media in collaborazione con I Wonder Pictures e Nexo Digital, che “racconta in presa diretta due anni (dal 2013 al 2015) della sua carriera, documentando i retroscena dei diversi progetti espositivi presentati presso i musei e le manifestazioni d’arte contemporanea più prestigiosi al mondo”. Dal Maxxi di Roma al MOCA di Los Angeles, fino all’Aurora Museum di Shanghai. Con una narrazione arricchita dal commento di alcuni personaggi della cultura internazionale coinvolti, dal filosofo francese Bernard-Henri Lévy a Klaus Biesenbach, Direttore del MoMA PS1 di New York. Noi eravamo presenti all’anteprima, ecco alcune immagini accompagnate dal trailer…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

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