Ad Anversa apre la Port House firmata Zaha Hadid

Taglio del nastro in Belgio per la Port House di Zaha Hadid, un volume vetrato sfaccettato che con un’altezza di 46 metri svetta sopra alla corte centrale di una storica caserma dei vigili del fuoco

La Port House di Anversa disegnata da Zaha Hadid - Copyright Havenbedrijf Antwerpen – Peter Knoop
La Port House di Anversa disegnata da Zaha Hadid - Copyright Havenbedrijf Antwerpen – Peter Knoop

Era inizialmente prevista per il 2013, quindi entro il 2015, la consegna della nuova sede dell’Autorità Portuale di Anversa, nuovo progetto dell’archistar scomparsa a marzo scorso inaugurato postumo, così come già avvenuto con la Stazione Marittima di Salerno, nella giornata di ieri. L’intervento insiste nel quartiere Eilandje, lo stesso in cui sorge l’ormai iconico MAS – Museum aan de Stroom, la torre da cui si gode – tra le altre esperienze possibili – di una generosa vista sul fiume Scheldt. La nuova Port House, rinnova ed espande il volume originario di una stazione dei pompieri in disuso: al suo interno lavoreranno 500 dipendenti del porto, fino a questo momento dislocati in varie sedi. Al rigore della preesistenza, il progetto di Zaha Hadid Architects si inserisce con un gesto che si fissa con prepotenza nello sguardo: un’estensione in vetro con uno sviluppo longitudinale che supera i 110 metri, con un’altezza di 46 metri.

UN EDIFICIO A FORMA DI NAVE
Accostata dai progettisti alla prua di una nave, la struttura presenta una superficie contraddistinta da sfaccettature triangolari, in parte opache, in parte trasparenti, in parte riflettenti: una variazione il cui effetto visiva risulta amplificato dalla riflessione dell’acqua. Il nuovo volume “galleggiante” – saldamente ancorato al suolo da una struttura che non passa certo inosservata in calcestruzzo – trova nell’inclinazione dei pannelli il proprio elemento distintivo, di giorno e di notte. Proponendosi come un omaggio alla storia produttiva di Anversa, in particolare alla lavorazione dei diamanti, la struttura diverrà una sorta di cristallo multi sfaccettato e luminoso, candidandosi a nuovo landmark urbano. Tra i requisiti del concorso internazionale di progettazione vinto da Zaha Hadid Architects nel 2009 – a lanciarlo era stato la Flemish Government Architect nel 2007 e nella rosa dei finalisti figuravano gli studi Xaveer De Geyter Architects, Rapp+Rapp, Vier Arquitectos e, in formazione associata, A2O architecten, Atelier Kempe Thill, Marcq & Roba – era stata inserita un’esplicita richiesta: il mantenimento dell’edificio esistente nella sua completezza. Al pari di analoghe competizioni che hanno avuto come oggetto il tessuto urbano Anversa, anche questa era finalizzata al recupero del patrimonio immobiliare sottoimpiegato o in stato di abbandono in città.

– Valentina Silvestrini

 www.zaha-hadid.com

 

 

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.