Ai Weiwei a Firenze. Prime immagini dalla mostra evento sull’artista cinese a Palazzo Strozzi

Dopo l’anticipazione con l’installazione Reframe, comparsa nei giorni scorsi sulla facciata di Palazzo Strozzi, si alza il sipario sulla più grande retrospettiva italiana dedicata Ai Weiwei. Tutte le immagini.

Ai Weiwei in mostra a Palazzo Strozzi, Firenze, foto Valentina Silvestrini
Ai Weiwei in mostra a Palazzo Strozzi, Firenze, foto Valentina Silvestrini

Libero fonda un nuovo paradigma per Palazzo Strozzi e rappresenta un evento unico, per Firenze e per l’Italia. Abbiamo potuto contare sulla presenza costante di Ai Weiwei, tra i più grandi artisti viventi, e con lui realizziamo una mostra d’arte contemporanea concepita come una mostra di arte antica, con contenuti accessibili e semplici, distribuiti in tutti i luoghi di questo edificio, un simbolo dell’Umanesimo e dell’Europa intera.” Queste le parole scelte da Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi per introdurre uno degli appuntamenti espositivi più attesi dell’anno. In Ai Weiwei. Libero, aperta al pubblico dal 23 settembre al 22 gennaio 2017, l’artista dissidente e icona della lotta per la libertà di espressione si è misurato con la facciata, il cortile, il Piano Nobile e il livello underground della Strozzina dell’istituzione fiorentina. Con venti tra sezioni e interventi e circa 60 opere allestite nel Palazzo, cui si uniscono le due opere posizionate agli Uffizi e l’intervento fotografico al Mercato Centrale, il percorso espositivo nel suo insieme ripercorre 30 anni di carriera dell’artista. Dal periodo newyorkese alle iconiche installazioni monumentali realizzate assemblando materiali e oggetti, dalle sculture che evocano la poetica del paese d’origine ad oggetti simbolo della sua parabola professionale e umana, con video e un’ampia documentazione fotografica relativi anche ai progetti sul tema delle migrazioni. Uno sforzo che ha spinto il curatore Galansino ad una modifica significativa dei dispositivi normalmente impiegati nel Palazzo che, per l’occasione, infatti “si presenta nudo. È una gioia per occhi vederlo nella sua integrità. Questa mostra non cela, ma scopre il Rinascimento dell’edificio. Anche l’installazione in facciata, ribadisce le proporzioni e le simmetrie, così come all’interno, le carte da parati, le installazioni, si fondono perfettamente con la spazialità originaria. Si riscopriranno le vedute e le prospettive originarie.”

PRIME DICHIARAZIONI DELL’ARTISTA
Ai Weiwei, presente al termine della presentazione, non si è sottratto ad una serie di domande da parte dei giornalisti, sottolineando in particolare di aver scelto il capoluogo toscano perché “l’Italia sta dando un contributo molto forte nella gestione dei rifugiati, sebbene l’argomento sia avvertito in tutta Europa. Ho scelto di essere parte in causa in questo tema, sono felice di farlo. Firenze è città grandiosa che si basa su una grande tradizione artistica e umanistica. È la culla della civiltà dell’arte.”

FIRENZE CITTÀ LIBERA
Firenze è storicamente città libera, anticonformista e combattente. Non è un caso che Ai Weiwei abbia scelto di essere qui, anziché altrove” ha commentato il sindaco della città Dario Nardella, mentre Cristina Acidini, in qualità di garante dei contenuti dei programmi di Palazzo Strozzi, ha concentrato il suo intervento su quello che ha definito come “il rapporto fisico e amoroso persino simbolicamente violento” dell’artista con il Palazzo, con riferimento particolare ai discussi gommoni collocati in prossimità delle finestre dell’edificio. “Questi canotti che incorniciano bifore del Rinascimento sono moralmente più espressivi ed eloquenti di qualunque immagine vediamo quotidianamente al telegiornale. Io non so quanti di noi riescano ad immaginare la tridimensionalità tangibile di questi supporti dalla tv; vederli con i propri occhi è un’esperienza che fa scattare una corda profonda molto di più che attraverso un servizio televisivo. Non so se questa è arte, ma certamente è pensiero, e in quanto tale, un codice che ci fa ragionare.”

– Valentina Silvestrini

23 settembre 2016 – 22 gennaio 2017
Ai Weiwei – Libero
Palazzo Strozzi
Piazza Strozzi, Firenze
http://www.palazzostrozzi.org/mostre/aiweiwei/

 

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.