Un nuovo museo per Carmen Thyssen-Bornemisza. Aprirà nel 2019, dedicato alla pittura catalana

Dopo quello di Malaga, dedicato all’arte andalusa, in arrivo un nuovo museo per quella della Catalogna: in un palazzo nobiliare di San Feliu de Guixols

Carmen Thyssen-Bornemisza
Carmen Thyssen-Bornemisza

Chissà se chi nel 1961 la elesse Miss Spagna, avrebbe mai immaginato che quella avvenente e procace giovane, un bel giorno, sarebbe diventata fra i maggiori difensori dell’arte spagnola. Già, perché su Carmen “Tita” Cervera – dal 1985 baronessa Carmen Thyssen-Bornemisza – i giudizi sono in patria contrastanti, forse anche in virtù di certi comportamenti a volte bizzarri, per così dire: ma nessuno può dimenticare che se oggi Madrid può esporre, nell’omonimo museo, il nucleo più ricco della collezione dell’illustre consorte, il barone tedesco Heinrich Thyssen-Bornemisza de Kászon, lo deve a lei, che riuscì a convincerlo nel 1992.

ESPOSTE 123 OPERE DELLA COLLEZIONE
Ma l’impegno della baronessa nell’arte non si ferma al celebre museo di Paseo del Prado, nel quale peraltro la sua collezione convive, non sempre allegramente, con quella spettata ad altri eredi. Nel 2011 si è infatti aperto in un edificio del XVI secolo il Museo Carmen Thyssen di Malaga, dedicato alla pittura spagnola – prevalentemente andalusa – del XIX secolo. Ma ora arriva una notizia che sembrerebbe configurare una nuova disposizione dell’irrefrenabile promotrice culturale: quella di creare un network di musei, per così dire, “regionali”. Un nuovo Museo Thyssen sorgerà infatti dal 2019 a San Feliu de Guixols, località in riva al mare a nord di Barcellona, non lontana da Girona. Gli spazi nobiliari del Palacio del Abad saranno dedicati alla pittura catalana del XIX e XX secolo: una scelta che sembra dunque mettere la parola fine su un ventilato deposito delle 123 opere della collezione Carmen Thyssen al Museu Nacional d’Art de Catalunya.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.