È morta Sonia Rykiel, la raffinata rivoluzionaria della moda

Scompare a 86 anni la regina del tricot, la creativa che ha concretizzato il movimento femminile con la moda

Sonia Rykiel
Sonia Rykiel

Come nell’arte, nella moda le creatrici femminili faticano un po’ di più ad affermare la loro forza, e quando avviene si tratta di casi straordinari, da Coco Chanel a Vivienne Westwood, a Sonia Rykiel, una delle ultime protagoniste della moda moderna che si é spenta in questi giorni a Parigi, a 86 anni, dopo una lunga lotta contro il Parkinson. Figura senza tempo e nello stesso modo assolutamente figlia del suo tempo; così la definisce il Presidente Francois Hollande ricordandola e ringraziandola per il lavoro di 50 anni che ha contribuito notevolmente alla fama della couture francese, “una donna libera e una pioniera, capace di inventare non solo uno stile ma una attitudine, un modo di vivere e di essere che ha donato alle donne libertà di movimento”. Un vero Movimento Rivoluzionario capace di dimostrare attraverso la moda l’indipendenza della donna da convenzioni e regole imposte: pur vivendo un percorso femminile tradizionale la “Regina del tricot”, così veniva definita perché capace di trasformare la lana in tessuto pregiato, costruisce uno stile fluido per accompagnare la libertà del corpo, identifica l’eleganza togliendo limiti costruttivi e formali. Sonia Fils nasce nel 1930 da padre francese e madre romena, inizia come vetrinista nel 1948 e nel 1953 sposa Sam Rykiel, proprietario della boutique dove lavora e dove inizierà a vendere i suoi capi: divorzieranno con due figli nel 1968.

PIÙ DI 600 PUNTI VENDITA NEL MONDO
Inventa abiti comodi quando aspetta il secondo figlio nel 1961, e non trova nulla che le piaccia da indossare, due anni dopo Elle le dedicherà una famosa copertina dove la bellezza dei diciannove anni di Francois Hardy indossa perfettamente il Poor boy, un golf a righe: è il preludio a tutto quello che sarebbe avvenuto non solo nella moda ma in tutta la società che, culturalmente, si stava ribellando. Meno rumorosa e più sobria di tante contestatrici fashion ma capace di aver inserito nel guardaroba femminile un manifesto tessuto grazie alla passione per l’arte e la cultura, di aver ridimensionato il decor a concettuali strisce, righe nere o colorate che si muovono su maglie e abiti tricot definendo un nuovo stile post Chanel prima maniera. Una imprenditrice capace di costruire un sistema intorno al suo brand di più di 600 punti vendita nel mondo con linee di lusso pret à porter, bambino e casa: un impero lasciato alla guida dei suoi figli soprattutto Nathalie, a cui si deve la linea gioielli che comprende anche sex toys, dopo il 2012 a causa della malattia per cui oggi é scomparsa. Tutto questo in una immagine iconica, forse la più iconica nella moda moderna francese che ha ispirato tanti fashion designer: i suoi capelli rossi da sfinge ma anche da diva del cinema espressionista, la silhouette lunga e quegli occhi come due tagli. Avrebbero potuto ritrarla Dante Gabriel Rossetti, Boldini ma anche Walt Disney tanto era “grafica”, era così icona che, quando nel 2008 vennero festeggiati i 40 anni della sua attività 30 famosissimi designer crearono dei look ispirati al suo mondo, fu soprattutto la sua immagine ad essere rappresentata.

NEL 1985 PRENDE LA LEGION D’HONNEUR
Nell’ultimo omaggio che la riguarda, quello della sfilata di Schiaparelli di un paio di anni fa, è ancora la sua testa rossa a farsi riconoscere immediatamente tra tante citazioni di lunghi abiti di maglia lurex. Era lei stessa nel film “Pret à Porter” di Robert Altman e lei che nel 1985 prende la Legion d’Honneur dallo Stato francese e dieci anni dopo collabora con Malcom McLaren per il disco Paris. Lei ha scritto libri per bambini e per raccontare la sua lotta contro la malattia in “N’oubliez pas que je joue”, come una nonna, una madre, una donna, una artista straordinaria.

Clara Tosi Pamphili

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Clara Tosi Pamphili
Clara Tosi Pamphili si laurea in Architettura a Roma nel 1987 con Giorgio Muratore con una tesi in Storia delle Arti Industriali. Storica della moda e del costume, ha curato mostre italiane e internazionali, cataloghi e pubblicazioni. Ideatrice e curatrice di A.I.artisanal intelligence, evento che si svolge due volte l'anno per promuovere nuovi designer di moda in collaborazione con gallerie di arte contemporanea. Svolge attività di ricerca delle arti applicate nella moda collaborando con le più importanti sartorie teatrali e di moda italiane e internazionali. Ha diretto didatticamente l'Accademia di Costume e di Moda dal 2005 al 2007. Ha insegnato Storia del Design di Moda e Tecniche di Ricerca all'Accademia di Costume e di Moda e alla Facoltà di Architettura di Roma Ludovico Quaroni fino al 2011. Attualmente è consigliere di amministrazione di Altaroma, dove si occupa di progetti di ricerca e sviluppo delle nuove tendenze con particolare attenzione al legame fra moda e arte. Collabora con il Maxxi e altre istituzioni per la creazione di eventi culturali sulla moda. Risiede e lavora a Roma.