Festival del Cinema di Locarno. Yuri Ancarani vince il Premio speciale della giuria

L’artista e regista ravennate convince la giuria con un’opera documentaria sulla storia della caccia col falco, fra Oriente e Occidente

Yuri Ancarani con il premio vinto a Locarno
Yuri Ancarani con il premio vinto a Locarno

Sono felice per questo importante incoraggiamento, è stato un onore ricevere il riconoscimento da un grande personaggio come Dario Argento. Ho lavorato moltissimo a questa opera, il premio speciale della giuria è un riconoscimento che mi ripaga di questi sforzi”. Dopo mesi di impegno per terminare il film, dopo i mille appuntamenti sicuramente fissati nei 10 lunghi giorni di festival, Yuri Ancarani cerca qualche momento di relax: eppure, raggiungendolo fino in spiaggia, riusciamo a strappargli un commento e questa importante affermazione. Di che parliamo? Del festival, che è quello del cinema di Locarno, e del momento di gloria vissuto dall’artista e regista ravennate, che nell’appena conclusa edizione 2016 si è aggiudicato il Premio speciale della giuria Ciné+ Cineasti del presente, con la sua opera The challenge.

OLTRE 40 SECOLI DI STORIA
Un documentario che racconta la caccia col falco, pratica che – come si legge nello statement – “vanta oltre 40 secoli di storia. In Occidente fu la passione dominante dell’aristocrazia medioevale, mentre mantiene inalterato il suo prestigio nella cultura araba contemporanea. Tre anni d’osservazione sul campo per catturare lo spirito della tradizione, che permette a chi la pratica di mantenere ancora oggi un rapporto stretto con il deserto, in un contesto altrimenti dominato dalla vita urbana”. Come si sviluppa questa ricerca? “La guida nell’attraversamento di questa soglia è un falconiere che sta portando ad un importante torneo in Qatar i suoi falchi da competizione. Nella luce zenitale di uno spazio spoglio, tra parabole e collisioni di oggetti del desiderio, il film racconta uno stralunato ‘week-end nel deserto’ intercettando microcosmi tecnologici e antropologici sospesi, come il falco, sulla deriva irreversibile degli immaginari“.

The challenge, di Yuri Ancarani
The challenge, di Yuri Ancarani

PREMIATA ANCHE LA COPPIA AUSTRO ITALIANA COVI FRIMMEL
Ma l’edizione di quest’anno della prestigiosa rassegna svizzera è stata particolarmente favorevole per i creativi italiani: oltre ad Ancarani, fra i premiati – con una Menzione speciale – ci sono anche la coppia austro italiana formata da Tizza Covi e Rainer Frimmel con il film Mister Universo, nuovo step della serie di opere con le quali i due si propongono di esplorare l’universo del circo, e Carlo Sironi, con un riconoscimento tra i “pardi di domani” – il Premio Film und Video Untertitelung – per il nuovo cortometraggio Valparaiso, storia di Rocio, che è rinchiusa nel centro d’identificazione ed espulsione di Roma ed è rimasta incinta durante la sua reclusione. Nel complesso, il Festival di Locarno ha visto in evidenza paesi non sempre preminenti come Bulgaria e Portogallo: il Pardo d’oro è andato a Godless della bulgara Ralitza Petrova, “triste storia di provincia con demenza senile e traffico di carte d’identità”, mentre il Pardo per la regia se l’è aggiudicato Joao Pedro Rodrigues per O ornitòlogo, storia di Fernando alla ricerca delle cicogne nere diretto verso Padova, verso Sant’Antonio.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.