Arresti a Torino per il Salone del Libro. E Milano lancia il suo evento concorrente

Agli arresti funzionari di Lingotto fiere, Salone del Libro e Bologna Fiere. L’Associazione Italiana Editori tenta di mettere le mani sull’organizzazione piemontese, ma è già pronto per il 2017 il Salone di Milano


Il Salone Internazionale del Libro di Torino
Il Salone Internazionale del Libro di Torino

Che cosa si sta scatenando attorno al Salone del Libro di Torino? E di conseguenza attorno all’intero comparto culturale del capoluogo piemontese, viste le ampie e trasversali implicazioni amministrative, politiche e imprenditoriali intrecciate negli anni dal grande evento, leader nell’editoria italiana? Dare una risposta è pressoché impossibile, visto che nuove notizie e prese di posizione sul tema si succedono in queste ore in tempo reale, con conseguenti continui rovesciamenti degli scenari.

UN AMBIENTE CULTURALE IN FIBRILLAZIONE
La sequenza degli eventi è questa, e non sappiamo se vi siano nessi causali, né spetta a noi stabilirli. Lo scenario è quello di una Torino che vede da poche settimane l’insediarsi del nuovo sindaco Chiara Appendino, un’esponente del Movimento 5 Stelle che rimpiazza Fassino del PD: e questa svolta innesta inevitabili cambi di prospettive, riposizionamenti, nuovi punti di vista sui singoli problemi e nuove priorità da mettere sul tavolo, con grande disorientamento di una struttura amministrativa e sociale che si era consolidata in anni di governo PD, anche in ambito culturale. In questo panorama fortemente instabile, piomba nei giorni scorsi una mina innescata da Milano, pronta ad esplodere in qualsiasi momento: i grandi editori italiani mettono in discussione l’opportunità di mantenere il Salone del Libro a Torino, proponendo di spostarlo sotto la Madonnina. In alternativa non escludono di lanciare un evento concorrente, che prevedibilmente metterebbe comunque in crisi la rassegna piemontese.

Rubbettino al Salone del Libro
Rubbettino al Salone del Libro

DALLE PAROLE AI FATTI: MILANO LANCIA IL SUO SALONE
Dalle parole ai fatti. Milano lancia il suo salone del libro, e ne progetta il debutto già per la primavera 2017. Un progetto di Fiera Milano promosso da Federico Motta, presidente dell’Aie: che al Corriere della Sera dichiara che il Consiglio generale dell’Associazione Italiana Editori ha “dato parere favorevole a un modello di società per lo sviluppo di manifestazioni fieristiche ed eventi per la promozione del libro a livello nazionale e internazionale”, chiarendo che “gli editori hanno deciso di essere loro i creatori progettuali, gli esecutori, gli organizzatori delle manifestazioni che riguardano il libro”. Ma nella stessa intervista, Motta non chiude tutte le porte in faccia agli amministratori torinesi, annunciando anzi passi verso il presidente della Regione Piemonte e il sindaco di Torino con cui rivendicare agli editori la gestione del Salone.

ULTIME NOTIZIE: GLI ARRESTI A TORINO
L’ultimo step di questa storia è già noto a molti, piazzato in prima pagina da giornali e TG: con quattro persone arrestate con l’accusa di turbativa d’asta per l’assegnazione della gestione del Salone del libro di Torino fino al 2018. Si tratta di Regis Faure, direttore generale di Lingotto Fiere, del direttore marketing dell’azienda Roberto Fantino e del segretario della Fondazione Salone del Libro Valentino Macri, mentre agli arresti domiciliari è finito un funzionario di Bologna Fiere, Antonio Bruzzone. Fra gli indagati c’è anche l’ex assessore alla Cultura di Torino Maurizio Braccialarghe, la cui casa sarebbe stata perquisita. Le indagini sulla gara tenutasi nel 2015 sarebbero ripartite dal caso di peculato di cui era stato accusato l’ex patron del Salone del Libro Rolando Picchioni.

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.