Sadiq Khan sceglie Justine Simons come assessore alla cultura di Londra. Ecco chi è

Ideatrice del Fourth Plinth, Head of Culture al comune di Londra per oltre 14 anni, ha fondato ed è presidente del World Cities Culture Forum

Justine Simons con Sadiq Khan (foto standard.co.uk)
Justine Simons con Sadiq Khan (foto standard.co.uk)

Vi stiamo informando via via su nomi e curriculum dei nuovi assessori alla cultura delle grandi città italiane reduci dalle elezioni amministrative, volete che non facciamo lo stesso con la metropoli internazionale per antonomasia anche in ambito creativo, ovvero Londra? Anche perché in questo caso la scelta si carica di significati che travalicano lo stretto dato amministrativo: intanto perché il nuovo sindaco londinese Sadiq Khan si è fatto da subito portavoce di chi era contrario alla Brexit, e quindi le sue mosse si caricano inevitabilmente di valenze più ampie, di indicazioni di trend, di un certo modo di “be british”, rispetto a quello che ha trionfato al referendum. E poi perché il personaggio prescelto viene direttamente dal mondo dell’arte contemporanea, e anche questo è un segnale da tener presente per immaginare le future politiche culturali della capitale e non solo.

LONDRA COME MODELLO GLOBALE
Il nuovo Deputy Mayor for Culture and Creative Industries, l’equivalente dell’italico assessore, è infatti Justine Simons, quarantacinquenne nota per essersi inventata la più prestigiosa commissione d’arte contemporanea della nazione, l’ambìto Fourth Plinth di Trafalgar Square, a Londra, che negli anni ha visto ospitare con sculture pubbliche e assai iconiche star del calibro di Marc Quinn, Thomas Schütte, Antony Gormley, Yinka Shonibare, Elmgreen and Dragset, Hans Haacke. Head of Culture al comune di Londra per oltre 14 anni, la Simons ha fondato ed è presidente del World Cities Culture Forum, iniziativa incentrata su cultura e futuro delle città che coinvolge 30 centri in tutto il mondo. Animatrice delle Olimpiadi della Cultura del 2012, è stata insignita dalla Regina dell’Order of the British Empire per i suoi contributi alla cultura della capitale. “Dobbiamo mantenere il flusso di idee e di talento creativo e consolidare la nostra economia culturale”, ha dichiarato lei all’Evening Standard. “Sono entusiasta di avere la possibilità di supportare l’ambiziosa visione culturale di Sadiq per garantire il futuro di Londra come modello globale“.

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.