Apre The Hills. Il nuovo parco di New York inaugura con un’installazione di Rachel Whiteread

In occasione dell’inaugurazione del parco The Hills, progetto di riqualificazione e rilancio di Governors Island, isolotto di fronte a New York, apre anche l’installazione permanente di Rachel Whiteread. Il calco rovesciato in cemento di una piccola capanna

Rachel Whiteread, Cabin - foto di Timothy Schenck
Rachel Whiteread, Cabin - foto di Timothy Schenck

Inaugura il prossimo 19 luglio, con quasi un anno di anticipo rispetto ai piani, The Hills, l’atteso parco dell’Isola di Governors Island, nella baia di New York: un’area di circa 12 ettari che si estende su quattro colline artificiali. Su uno dei rilievi, che ospiteranno tanto verde e spazi per le attività ricreative, spicca la presenza di una grande installazione permanente.
The Cabin, opera dell’inglese Rachel Whiteread (Londra, 1963) è il calco rovesciato di un piccola casetta in legno, perfettamente in linea con le opere precedenti dell’artista, vincitrice del Turner Prize nel 1993.

Rachel Whiteread, Cabin - foto di Timothy Schenck
Rachel Whiteread, Cabin – foto di Timothy Schenck

UNA CAPANNA MISTERIOSA E INACCESSIBILE
Ho pensato a Thoreau e ai Romantici statunitensi, ma anche al loro opposto; all’anima sinistra e oscura dell’America”, ha commentato. La capanna grigia infatti, che da lontano può sembrare un’innocente casetta immersa nel verde, una volta avvicinata evoca un senso di mistero e inquietudine, con il suo aspetto monolitico e inaccessibile. Ad aumentare la sensazione, ci pensano le sculture in bronzo distribuite intorno, che riproducono detriti e rifiuti trovati sull’isola.
L’opera è stata commissionata da Art CommissionGI, organizzazione che si occupa di produzione di opere d’arte e mostre, ed è curata da Tom Eccles, direttore del centro di studi curatoriali del Bard College, che la descrive così: “c’è qualcosa di molto affascinante in questo strano oggetto. Cabin fa pensare alla classica capanna nei boschi di Walden, ma allo stesso tempo ha qualcosa di strano. È il tipo di luogo a cui non ci si avvicinerebbe troppo nella realtà”.

– Valentina Tanni

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).