Riapre in Campania il Museo Archeologico Nazionale di Volcei. Di nuovo visibili gli straordinari Ori della Principessa


Un anno di chiusura per interventi di ristrutturazione. 5mila reperti esposti su 1600 metri quadrati di spazi espositivi dislocati su quattro livelli

Il Parco archeologico di Buccino
Il Parco archeologico di Buccino

Fra i musei che recentemente hanno guadagnato gli onori delle cronache, anche sulle nostre pagine di Artribune, ci sono – per diverse ragioni – giganti come il Prado, la Tate Modern, l’Ermitage, il Louvre, o i nostrani Uffizi o Macro.
Ma proprio l’Italia, com’è noto anche se troppo spesso dimenticato, vede uno dei punti di forza della sua rete museale nella capillarità territoriale, nella ricchezza di realtà magari piccole e settorializzate, ma capaci di costruire un sistema che per articolazione non ha eguali a livello mondiale. Per questo merita attenzione anche la notizia della riapertura in Campania nei giorni scorsi – dopo un periodo di chiusura durato un anno per interventi di ristrutturazione – di una struttura periferica come il Museo Archeologico Marcello Gigante di Buccino, nell’ex convento degli eremitani di Sant’Agostino, istituzione di riferimento per ciò che riguarda l’antica Volcei.

Museo archeologico nazionale Marcello Gigante di Buccino
Museo archeologico nazionale Marcello Gigante di Buccino

ORECCHINI, UN BRACCIALE, ANELLI, FIBULE
Che poi tanto secondario non è, se è vero che merita la qualifica di museo “Nazionale”: con i suoi 1600 metri quadrati di spazi espositivi dislocati su quattro livelli, che ospitano i reperti più famosi della collezione, ovvero gli oggetti preziosi rinvenuti nella Tomba degli Ori, sepoltura a camera del III secolo a.C. detta “della principessa” per la ricchezza del suo corredo, rinvenuta nell’area sacra di S. Stefano, con “ceramiche a vernice nera sovradipinta, vasellame bronzeo, uno strigile, delle pinzette, scatoline e uno specchio appartenente ad un completo da trucco in bronzo ed argento, e poi orecchini, un bracciale, anelli, fibule e una collana a pendenti lanceolati”. A fianco di una ricca collezione – 5mila pezzi in totale – di vasi decorati a mano, armamenti dei soldati, pezzi di mosaici legati all’antica città di Volcei. Tutto intorno al museo c’è poi il Parco archeologico urbano, creato dopo che il tragico terremoto del 1980 riportò alla luce tesori sepolti sotto terreni e case moderne circostanti. Un’occasione di visita per i tanti vacanzieri che nell’estate affolleranno le spiagge del Cilento, a pochi chilometri da Buccino: noi intanto vi mostriamo una fotogallery…

Massimo Mattioli


www.volcei.net

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.