Mukanda festival: musica, street art e architettura sostenibile per salvare un borgo della Puglia

A Vico del Gargano torna il festival che vuole recuperarne la città vecchia, attraverso la musica africana/elettronica e i murales di Sbagliato, Bartocci, Run

Mukanda Festival 2016, Giorgio Bartocci
Mukanda Festival 2016, Giorgio Bartocci

Nella cultura del popolo africano Ndembu, originario della Zambia, il termine Mukanda si riferisce al rito di passaggio dall’adolescenza all’età adulta. E proprio Mukanda si chiama il festival che, attraverso la musica – quella ovviamente di matrice africana, mischiata all’elettronica – e la street art (ma anche l’architettura sostenibile ed il cibo di qualità), si propone per il secondo anno consecutivo (dal 3 al 6 agosto) di raccontare questa storia fatta di allontanamento, scoperta e ritorno, attraverso il recupero di un luogo ricco di fascino come il centro storico di Vico del Gargano, in provincia di Foggia.
Una storia che ricalca quella dei suoi fondatori – quattro under 30 pugliesi fuorisede, sparsi per l’Italia come studenti e lavoratori, e tutti originari di questo piccolo paese di 7mila abitanti – che nel 2014 decidono di costruire un’esperienza unica nel suo genere: un contenitore che metta insieme musica, street art e architettura consapevole in uno dei borghi più belli d’Italia, ma abbandonato.

Vico al Gargano
Vico al Gargano

UN EVENTO GRATUITO PER SALVARE UNA GHOST TOWN
Il risultato? Un evento completamente gratuito, finanziato grazie a fondi pubblici e privati ed al supporto delle attività locali, nella logica della formazione di una nuova coscienza civica e nelle strategie di crescita sia economica che turistica. L’obiettivo del festival è, infatti, quello di ridare vita in quei tre giorni alla città vecchia, e far diventare il centro storico di Vico un modello per il recupero delle tante ghost town italiane, mettendo insieme attorno ad un tavolo architetti, street-artist, musicisti della scena nazionale/europea e promuovendo l’associazionismo e il lavoro delle tante start-up locali, al fine di dare nuovo risalto a spazi da tempo lasciati all’incuria.

STREET ART E ARCHITETTURA SOSTENIBILE
Un esempio su tutti è rappresentato dal Palazzo della Bella, eclettica imitazione novecentesca della signoria fiorentina: abbandonato per anni al degrado, è stato riaperto per la prima edizione di Mukanda e dai suoi volontari ripulito, messo in sicurezza e trasformato in luogo per eventi culturali, diventando oggi il quartier generale del festival.
Inoltre, grande spazio sarà dato alla street-art e all’architettura ecosostenibile: l’idea è quella di fare di Vico del Gargano una sorta di museo a cielo aperto, in una terra che ancora oggi ha pochissimi musei attivi. Due opere murali saranno realizzate nella periferia cittadina dagli street artist SBAGLIATO, Giorgio Bartocci, RUN, mentre gli allestimenti del second stage del festival – quello più sperimentale e da ascolto – saranno all’insegna dell’architettura organica e sostenibile, a cura del collettivo barese LAN (Laboratorio Architetture Naturali).

www.mukandafestival.it

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