Italiani in trasferta. Gli abbracci di Giovanni Morbin al festival Dopust di Vienna

L’artista vicentino presenta Weigh a moment, una performance muscolare in cui solleva per un attimo indefinito di tempo gli spettatori giocando sull’equivoco weigh/wait

Giovanni Morbin, Weigh a moment, 2016, performance, Galerie Stock, Vienna, ph. Valentina Cavion
Giovanni Morbin, Weigh a moment, 2016, performance, Galerie Stock, Vienna, ph. Valentina Cavion

Che cosa vuol dire essere virile? Quali sono i modelli antropologici e comportamentali sottesi dal concetto di maschio? È dedicato a questo tema il festival Dopust, ospitato a Vienna presso la Galleria Michaela Stock e realizzato in collaborazione da Open days of Performance Split e PAS Performance Art Studies, che vede la partecipazione di Suchart Wannaset, Sandro Đukić & Marko Marković, Vlasta Delimar, Nina Kamenjarin, Siniša Labrović & Snježana Klarić, Frustracиja, Neli Ružić e del nostro Giovanni Morbin (Valdagno, 1956), che per l’occasione ha realizzato Weigh a moment, azione in cui ha sollevato – o pesato? – gli spettatori per “un momento”, un attimo indefinito di tempo, giocando sull’equivoco weigh/wait (le due parole si pronunciano allo stesso modo).

Vestito di tutto punto in abito scuro e cravatta in modo da non essere subito identificabile, Morbin ha indossato una cintura da sollevatore di pesi e ha interagito coi presenti con la frase che dà il titolo alla performance. Poi si è prodigato a sostenere alcuni dei presenti in maniera non differente da come i bambini misurano la propria forza sorreggendo per gioco gli amici. L’idea del maschio che ne esce è quella stereotipa dell’uomo in abito formale e della forza machista, ovviamente entrambi presi per i fondelli.

Daniele Capra

http://www.galerie-stock.net

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Daniele Capra
Daniele Capra (1976) è curatore indipendente e militante, e giornalista. Ha curato oltre cento mostre in Italia, Francia, Repubblica Ceca, Belgio, Austria, Croazia, Albania, Germania e Israele. Ha collaborato con istituzioni quali Villa Manin a Codroipo, Reggia di Caserta, CAMeC de La Spezia, Galleria Comunale d'Arte Contemporanea di Monfalcone, MMSU di Rijeka, Museo Bernareggi di Bergamo, Galleria d'Arte Moderna di Genova, Casa Cavazzini Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Udine, la Galleria Nazionale di Tirana, la Fondazione Dena di Parigi, il Museo Ca’ Pesaro a Venezia, la Galleria Civica di Trento, il Comune di Milano, il Museo Janco Dada di Ein Hod - Haifa. Ha tenuto lezioni sull'arte contemporanea alla Wizo NB School di Haifa, all'Accademia di Belle Arti di Venezia e di Verona. È stato curatore del Premio Onufri presso la Galleria Nazionale di Tirana e del Premio Trieste Contemporanea. È membro del comitato scientifico di Rave Residency. Ha scritto oltre trecentocinquanta articoli su riviste e quotidiani. Collabora con Il Manifesto, Artribune e i quotidiani del Gruppo Espresso. Vive di corsa, con il portatile sempre acceso e pile di libri che attendono di essere letti.