Chiara Casarin è la nuova direttrice dei Musei Civici di Bassano. “Apertura al nuovo e partecipazione attiva del pubblico”

La nuova direttrice anticipa ad Artribune – di cui è anche una collaboratrice – le linee che intende seguire nel suo lavoro alla guida dei musei. “Grandi potenzialità per nuovi sviluppi culturali”

Chiara Casarin
Chiara Casarin

I musei non solo custodiscono molti tesori, ma hanno anche grandi potenzialità per nuovi sviluppi culturali, scientifici e di apertura al nuovo”. Di quali musei si parla? Di quelli di Bassano del Grappa, un nucleo che comprende il Museo Civico, uno fra i più antichi e prestigiosi d’Italia, sorto nel 1828 per raccogliere collezioni varie, fra cui l’ampissima sezione dedicata ad Antonio Canova che raccoglie tremila disegni autografi, l’epistolario, la biblioteca, i bozzetti, numerosi gessi e monocromi, ed altre importanti strutture culturali come Palazzo Sturm e Palazzo Bonaguro. E chi ne parla ad Artribune – di cui è anche preziosa collaboratrice – in quei termini è Chiara Casarin, che quei musei è appena stata chiamata a dirigerli: e che in poche battute mette in chiaro quello che sarà il suo approccio a questo impegno, improntato appunto allo sviluppo e all’apertura al nuovo.

COINVOLGERE ANCHE UN PUBBLICO NUOVO
La formazione della neodirettrice, del resto, è sempre stata molto aperta sul fronte del contemporaneo: affiancando alla laurea in Semiotica dell’Arte alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Bologna un dottorato di ricerca in Storia dell’Architettura e della città, Scienze delle Arti e Restauro alla Scuola di Studi Avanzati di Venezia, un anno di formazione presso il Centre de Recherche sur les Arts et le langage dell’EHESS di Parigi e un diploma di maestro restauratore con specializzazione in restauro di dipinti e mobili antichi. E poi una fitta attività di curatrice sia in Italia che all’estero. Nel 2015 è uscito il suo saggio L’autenticità nell’arte contemporanea, pubblicato da ZeL Edizioni di Treviso. “Ho sempre interpretato il mio impegno nell’arte come una missione”, confessa, “ora sono felice di metterlo al servizio della città di Bassano del Grappa e di tutti i suoi cittadini. Da quello che ho potuto vedere finora, lavorerò con un gruppo solido, motivato e anche molto entusiasta, tutte caratteristiche fondamentali per poter collaborare insieme al meglio. Le possibilità che i musei hanno sono di grande rilievo,credo che a partire dal territorio, faremo in modo di promuovere, di divulgare, di sostenere e di favorire ogni forma di partecipazione attiva del pubblico, sia quello già fidelizzato, sia di un pubblico nuovo”.

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.