5 mesi di stop per la Estorick Collection. Lavori in corso per l’enclave dell’arte italiana a Londra

I lavori di ristrutturazione della Estorick Collection porteranno a un nuovo look per ingresso e bookshop, alla ristrutturazione di scale, gallerie e del giardino, con una nuova serra che collegherà il caffè agli spazi esterni

Estorick Collection, Londra
Estorick Collection, Londra

L’arte italiana gode da qualche anno di ottimi successi sulla scena di Londra, sostenuta dalle tante gallerie nostrane che hanno aperto sedi oltremanica e che non mancano in molti casi di proporre artisti connazionali nei propri spazi, e dalle grandi case d’asta che ormai hanno fatto delle proprie Italian Sales appuntamenti imperdibili per i collezionisti. Presto però questa sorta di “rinascimento” postmoderno tricolore dovrà per qualche mese rinunciare al contributo di un altro soggetto che gli ha dato un robusto sostegno: quella Estorick Collection creata dal filantropo Americano Eric Estorick, emigrato nel Regno Unito dopo la seconda guerra mondiale, da sempre decisamente incentrata sull’arte Italiana. Aperta nel 1998 in un palazzo in stile georgiano, la collezione è nota internazionalmente per la sua raccolta che comprende – tra gli altri – lavori di Gino Severini, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Amedeo Modigliani.

Nico Vascellari, Estorick Collection, Londra
Nico Vascellari, Estorick Collection, Londra

NUOVO LOOK PER INGRESSO E BOOKSHOP
Una raccolta alla quale la Estorick affianca una preziosa attività di esposizioni temporanee, che recentemente hanno presentato artisti come Nico Vascellari, Gerardo Dottori, Pablo Echaurren, Alberto di Fabio, Bruno Munari, Alberto Burri. Ma ora, dopo quasi vent’anni, la struttura di Canonbury Square, Islington, pare aver bisogno di un po’ di lifting: e dal prossimo agosto darà il via lavori di ristrutturazione del palazzo e del giardino destinati a migliorare le infrastrutture e i servizi per i visitatori, dei quali si occuperà lo studio Nathaniel Gee Architects, già ideatore del progetto museale originale. I lavori porteranno a un nuovo look per ingresso e bookshop, alla ristrutturazione di scale e gallerie, alla riprogettazione del giardino, con una nuova serra che collegherà il caffè agli spazi esterni. La riapertura è prevista per il gennaio 2017, con la mostra War in the Sunshine: The British in Italy 1917-1918.

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.