Londra batte Brexit. Confortanti le aste di Phillips e Sotheby’s: ecco i risultati

Record per Anselm Kiefer che quadruplica la stima da Phillips. In casa Sotheby’s il top lot è per l’inglese-mezza-italiana Jenny Saville

Jenny Saville, Shift, 1996-97
Jenny Saville, Shift, 1996-97

Le case d’asta l’avevano anticipato, e noi ve l’avevamo puntualmente riferito: Brexit non influirà in maniera sostanziale sui mercati dell’arte, che hanno una proiezione globale e tendono a compensare squilibri valutari o dinamiche politiche e sociali. Ma di questa parole si attendeva la verifica sul campo, che già si sapeva sarebbe arrivata dopo pochi giorni, con le aste londinesi di Arte Contemporanea. Ed i primi segnali in effetti sembrano confermare gli auspici dei funzionari: tanto Phillips quanto Sotheby’s hanno registrato esiti più o meno buoni, ma tendenzialmente indifferenti al risultato del referendum. Anzi, non è mancato chi ha notato il dinamismo dei compratori americani e asiatici, che dal deprezzamento della sterlina hanno avuto vantaggi stimati fra il 10 e il 15%.

Anselm Kiefer, Fur Velimir Klebnikhov, 2004 - 2010
Anselm Kiefer, Fur Velimir Klebnikhov, 2004 – 2010

SUL PODIO L’ORMAI LANCIATISSIMO RUDOLF STINGEL
Venendo allo specifico delle aste: Phillips ha totalizzato quasi 12 milioni di sterline con 21 lotti venduti su 31 offerti e un venduto dell’85% per valore. Spicca il record registrato da Anselm Kiefer con Fur Velimer Khlebnikov: Die Lehre vorn Krieg Seeschlachten, che ha quasi quadruplicato la stima più alta di 600mila sterline finendo aggiudicato a 2.389.000. Podio completato dall’ormai lanciatissimo Rudolf Stingel e dal raro da vedere sul mercato Domenico Gnoli, il cui Inside of Lady’s Shoe ha superato il milione di pound così come Violet Dog di Michelangelo Pistoletto.

CONFERME PER IL GIOVANE RUMENO ADRIAN GHENIE
Altri livelli in casa Sotheby’s, dove il totale della Contemporary Evening Auction è stato di 52.194.000 sterline, oltre le stime pre-asta che erano di 50 milioni, con solo 4 invenduti su 48 opere in catalogo. Anche qui un record stellare, quello dell’inglese-mezza-italiana Jenny Saville, il cui Shift, che partiva da 1,5/2milioni di stima, è volato fino a 6.813.000 sterline. Ottime anche le performance di Jean Dubuffet con Barbe de lumière des aveuglés a 3.173.000 pounds, del giovane rumeno Adrian Ghenie con The Hunted a 1.865.000, di Neo Rauch con Gut Gut a 869mila, tutti ampiamente sopra le stime. Con buona pace dei catastrofisti brexitiani…

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.