Christo e The Floating Piers raccontati da Germano Celant. Videointervista al curatore dell’opera sul Lago d’Iseo

Brani della conferenza-show dell’euforico artista. E una galleria fotografica con diversi punti di vista dell’opera installata sulle acque del lago lombardo

Christo, The Floating Piers, Lago d'Iseo (foto Anna Mattioli)
Christo, The Floating Piers, Lago d'Iseo (foto Anna Mattioli)

Ieri ve l’abbiamo raccontata affidandoci a un video, una soggettiva che vi ha portati direttamente sopra le passerelle galleggianti che, per 16 giorni, consentiranno ai visitatori di camminare per 3 chilometri sulle acque del Lago d’Iseo.

Oggi ci affidiamo alle voci dei protagonisti: con un brano della conferenza con cui Christo ha presentato alla stampa internazionale The Floating Piers, un vero show durante il quale non ha neanche cercato di dissimulare l’euforia per il colossale progetto che si è finalmente realizzato, dopo decenni di tentativi e rifiuti ricevuti in mezzo mondo. E poi con l’intervista video al curatore Germano Celant, che contestualizza l’intervento nell’ottica del suo rapporto speciale che l’artista, sottolineando fra l’altro il miracolo di aver concretizzato un intervento così impegnativo in soli 23 mesi, quando normalmente avrebbe richiesto lustri, o decenni.

A far da sfondo ai contributi video, una ricchissima galleria fotografica con i diversi punti di vista di un’opera che – ci ripetiamo – consigliamo a tutti di vivere in prima persona…

– Massimo Mattioli

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

2 COMMENTS

  1. Un ragazzino delle medie forse riusciva a dire di più. Che valore ha l’opera di Christo e Jeanne Claude? Sono esperti che fanno camminare sull’acqua? Quindi??? Luna park? Non solo. Impacchettare vuol dire rendere qualsiasi cosa pura forma o nella forma più vicina alla pura formasenza, alcun significato recondito e subdolo. Nella vita tutto ha significati nascosti, sfugge sempre un significato all’occhio e solitamente sono sempre le cose più importanti. L’opera impacchettata il lago ricoperto, sono una pausa di decompressione, il significato del lago viene annullato. Sono pause utili dal caos di significati della vita.

  2. Opera fantastica, Christo e Jeanne Claude, confermano che gli artisti possono fare di tutto, basta andare oltre il solito atteggiamento di commiserazione ed osare di essere artisti!

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