Record per Carla Accardi, Fabio Mauri e Rodolfo Aricò. L’arte italiana vola all’asta di Dorotheum

Aste di giugno di Dorotheum: Accardi da record e ottimi risultati anche per Tano Festa, Rodolfo Aricò, Fabio Mauri e Lucio Fontana. Grande successo per il contemporaneo storico italiano a Vienna

Carla Accardi, Biancobianco, 1966
Carla Accardi, Biancobianco, 1966

Che le aste di giugno della viennese Dorotheum siano una vetrina d’eccezione per l’arte italiana non rappresenta una novità: lo scorso anno fecero registrare il record per Enrico Castellani 965mila euro, con ottime aggiudicazioni anche per Lucio Fontana, Dadamaino, Piero Manzoni, Paolo Scheggi, Carla Accardi, Agostino Bonalumi. Quest’anno si replica: e anche se le cifre in assoluto restano su livelli più bassi, i record per artisti italiani in catalogo diventano ben tre, ulteriore segno di interesse del mercato anche per personaggi ancora tutti da valorizzare adeguatamente. È il caso di Carla Accardi, protagonista della scena nazionale fin dal dopoguerra con il gruppo Forma 1, scomparsa ottantenne nel febbraio 2014: il suo Biancobianco, vernice su sicofoil e tela del 1966, è andata aggiudicata alla cifra record di 234.800, partendo da una stima di 100/150mila euro.

 

Tano Festa, DaMichelangelo, n 2, 1966
Tano Festa, Da Michelangelo, n 2, 1966

TANO FESTA TRIPLICA LE STIME
Top price anche per un altro artista molto amato, scomparso nel 2009 ma ancora molto presente nelle dinamiche creative italiane, forte di intuizioni sempre attualissime: parliamo di Fabio Mauri, che con Lettere o Alfabeti, tecnica mista del 1972, è arrivato a toccare i 125mila euro, sopra le stime ferme a 100/120mila. E la tornata ha premiato anche un artista più riservato come Rodolfo Aricò, il cui Vertice Volante, acrilico su tela del 1967, ha più che raddoppiato le stime di 30/40mila euro, con il nuovo record di 87.500. Il prezzo più alto dell’asta, comunque, va al solito Lucio Fontana, con un piccolo Concetto Spaziale, Attesa del 1967 battuto a 735mila euro. Decisamente più interessante la conferma del momento d’oro di Tano Festa, già apprezzatissimo nelle recenti aste milanesi di Finarte: da Dorotheum il protagonista della Scuola di Piazza del Popolo è arrivato a triplicare le stime, con Da Michelangelo, n. 2, smalto su tela del 1966 aggiudicato a 179.900 euro partendo da 50/70mila.

– Massimo Mattioli

www.dorotheum.com

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

1 COMMENT

Comments are closed.