Rodin batte Cattelan. Da Sotheby’s New York la scultura del maestro francese vola al record di 20 milioni di dollari

I molti – specie i più puristi, forse un po’ idealisti – che ieri avevano avuto da ridire, con toni spesso sarcastici fino alla rassegnazione, alla notizia del record di 17 milioni di dollari segnato in asta dall’Hitler di Maurizio Cattelan, magari tireranno un sospiro di sollievo. Già, perché a sole 24 ore, sempre dalla […]

Auguste Rodin, Éternel printemps, 1901-03 (foto courtesy Sotheby's New York)

I molti – specie i più puristi, forse un po’ idealisti – che ieri avevano avuto da ridire, con toni spesso sarcastici fino alla rassegnazione, alla notizia del record di 17 milioni di dollari segnato in asta dall’Hitler di Maurizio Cattelan, magari tireranno un sospiro di sollievo. Già, perché a sole 24 ore, sempre dalla Grande Mela, arriva la rivincita dell’arte percepita come “classica”: se ieri eravamo sulla sponda Christie’s, ora ci si sposta da Sotheby’s, dove l’asta di Impressionist and Modern Art ha fatto registrare il nuovo record per un’opera di Auguste Rodin, Éternel printemps (1901-03), che ha superato i 20 milioni di dollari.
Il tutto nel quadro di una serata alquanto debole, che con 144 milioni di totale segna il peggior risultato degli ultimi 5 anni, lanciando un segnale su una frenata del mercato a questi livelli (la stessa asta, lo scorso anno, aveva fatto 368 milioni). 22 gli invenduti sui 62 lotti presentati, fra i quali il Derain stimato fino a 20 milioni di dollari, possibile top lot nelle previsioni. Dopo Rodin, podio completato da Maurice de Vlaminck, con Sous-bois venduto a oltre 16 milioni, e da Paul Signac, il cui Maisons du port, Saint-Tropez ha di poco superato i 10 milioni. Ottima performance per Monet, che con Marée basse aux Petites-Dalles ha triplicato la stima, aggiudicato a 9,9 milioni.

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.